I magistrati lo decideranno da soli quando andare in pensione. Grazie ad altri magistrati del Consiglio di Stato infatti lo scorso 4 dicembre tre di loro hanno ottenuto la sospensione cautelare della messa in quiescenza per chi alla fine di quest’anno avesse già raggiunto i 72 anni di età. Vanificando di fatto i progetti del governo di Matteo Renzi e del ministro Andrea Orlando in materia di turn over di quasi 500 posti direttivi. Per ora quindi rimarrà la possibilità di proseguire negli incarichi direttivi fino ai 75 anni, cioè il limite precedente alla legge 90/2014, quella Madia che sperava di riformare la pubblica amministrazione. E che aveva abrogato il trattenimento in servizio biennale per tutti i dipendenti pubblici, toghe comprese, che avessero maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia. I magistrati però, come nella “Animal farm” di Orwell, rischiano di apparire dipendenti pubblici più eguali degli altri e quindi è bastato il ricorso di tre di loro, Mario Cicala, Antonio Merone e Antonino Di Blasi, tutti decani della sezione tributaria della Corte di Cassazione, al Capo dello Stato per via gerarchica, per bloccare tutto. Mattarella infatti ha dovuto chiedere obbligatoriamente un parere al Consiglio di Stato, e il gioco a quel punto era fatto. Infatti il Consiglio di Stato, composto per lo più da altri magistrati che per lo più condividono lo stesso problema dei tre ricorrenti, ha chiesto e ottenuto dal presidente della repubblica la sospensione cautelativa dell’esecutività della legge Madia. Prevista a partire dal 31 dicembre dell’anno in corso. Sia pure limitatamente ai tre in questione. Cui però è quasi certo possano aggiungersi nei prossimi giorni altriche dovessero trovarsi nella stessa situazione di età, avere superato i 72 anni, di Cicala, Merone e Di Blasi. Ovvero almeno quattrocento toghe tanto per iniziare. Al Csm, della questione pensionistica, se ne è discusso sabato scorso un po’ alla chetichella anche perchè nessuno, in primis a via Arenula, sa dove mettere le mani. Si stava procedendo lentamente agli avvicendamenti in previsione dell’entrata in vigore graduale della legge ed adesso è tutto di nuovo in alto mare. Se non in vacca. La stessa riforma aveva previsto un periodo transitorio sino appunto al 31 dicembre di quest'anno. E di recente l’articolo 18, del decreto legge 83 del 2015, aveva ulteriormente spostato l’asticella alla fine del 2016. Ciò per consentire la sostituzione dei vertici degli uffici giudiziari, tutti ultra 70enni in maniera assai comoda per gli interessati con il pretesto di evitare pretesi sconvolgimenti interni all’ordine giudiziario. In realtà alle correnti che fanno capo all’Anm e che trovano la cassa di risonanza a palazzo dei Marescialli. Ma neanche questo ulteriore compromesso è sembrato sufficiente alla casta in toga che ovviamente si è giocata l’autaut di ricorrere , per il tramite del Capo dello Stato che è anche colui che presiede il Csm, ai propri colleghi, confidando in una giurisdizione, se non domestica, almeno addomesticata. Adesso bisognerà attendere il merito, che sarà discusso con calma, visto che intanto i tre interessati si sono messi in tasca un provvedimento cautelare contro cui potrebbe ricorrere il governo Renzi in Cassazione per il tramite del ministro Andrea Orlando. La domanda che in tanti si stanno facendo è la seguente: ma conviene ricorrere ad altri magistrati, quasi tutti sopra l’età pensionabile per annullare un provvedimento cautelare che farebbe comodo a ciascuno di loro? Per Orlando il dilemma non è da poco: aprire questo altro fronte potrebbe non essere conveniente. Inoltre si rischia di fare un buco nell’acqua perchè difficilmente la Cassazione smentirà il Consiglio di Stato. Super eroi in giro in questo governo, assediato da problemi di ordine pubblico, terrorismo islamico, banche che falliscono e ripresa economica che non c’è, non se ne vedono. E la «casta» - se così vogliamo chiamarla - oggi come oggi appare invincibile.
Se i giudici decidono l’età della pensione
Una sentenza del Consiglio di Stato mantiene a 75 anni il congedo delle toghe
