Tutti a cena con Matteo Salvini. Per creare una squadra, ma anche per fare cassa. L’appuntamento, top secret, è per questa sera alle 20.30 presso Casale Tor di Quinto, dove i militanti di Noi con Salvini incontereranno il leader nella prima cena di finanziamento del movimento a Roma. Le elezioni amministrative nella Capitale sono ormai alle porte, i tempi stringono. Bisogna varare liste e candidature, studiare la campagna elettorale. Per questo servono uomini e donne. E denaro. Di qui l’idea del commissario di NcS Lazio Gian Marco Centinaio e del coordinamento romano di organizzare una cena di autofinanziamento. Tutti invitati: parlamentari, consiglieri, dirigenti e semplici militanti. Costo della cena 100 euro ciascuno. Il numero dei presenti oscilla tra i 250 e i 300. Niente a che vedere, insomma, con le cene del Pd di Renzi o di Forza Italia. Niente Palazzo dei Congressi all’Euro, niente tavoli da diecimila euro ciascuno, niente clamore mediatico. Ma l’evento suscita comunque curiosità, soprattutto perché sarà un test sul salvinismo nella Capitale. Chi sarà disposto a finanziare Noi con Salvini in vista delle amministrative? Ci saranno solo militanti o l’invito è stato esteso anche agli imprenditori? Ci sarà di sicuro la deputata Barbara Saltamartini e con lei gli altri membri del coordinamento romano: Souad Sbai, Barbara Mannucci, Iva Garibaldi, Fabio Sabbatani Schiuma. Invitati anche tutti i consiglieri municipali e l’ex capogruppo in Assemblea Capitolina Marco Pomarici. Possibile che iniziative simili vengano replicate nelle altre province, anche perché in primavera andranno al voto oltre cinquanta Comuni dell’hinterland romano e città importanti come Latina e Terracina. Proprio da Latina, però, si alza però la voce del dissenso nei confronti dell’operato del senatore Centinaio. L’ex coordinatore provinciale Angelo Conte denuncia l’illegittimità del commissariamento subìto: nell’atto di nomina - a suo dire - egli doveva rispondere solo alla presidenza, cioè a Salvini, e nessun atto della presidenza di Noi con Salvini sarebbe intervenuto per la nomina di Centinaio a commissario del Lazio o per la defenestrazione di Conte. C’è poi un’accorata lettera dell’ex parlamentare di Forza Italia, passato più di un anno fa con Salvini, Vincenzo Bianchi, che critica la nomina di Umberto Fusco come responsabile delle Province del Lazio e, soprattutto, ne stigmatizza l’perato politico, particolarmente sensibile ad alcuni «ventriloqui» e a certe «sirene» e volto ad azzerare quanto costruito nei mesi precedenti per coinvolgere «tanti ex di qualcosa, taluni politicamente più vecchi del sottoscritto, ex portaborse» di politici locali. Nel ribadire di non voler alcun incarico né candidature, Bianchi scrive a Salvini: «Non è questo il "nuovo" che tu vorresti per il movimento». La base pontina poi denuncia anche l’arruolamento di alcuni impresentabili, come una dottoressa del locale ospedale Santa Maria Goretti rinviata a giudizio a novembre per una cartella clinica falsificata e candidata alla Camera per Gianfranco Fini nelle liste di Futuro e Libertà nel 2013; o come uno stretto collaboratore di imprenditori legati all’ex tesoriere della Lega Belsito. Una bella gatta da pelare per Centinaio in vista delle elezioni nel capoluogo pontino. Il capogruppo del Carroccio in Senato, poi, deve fare i conti anche con le divisioni interne al movimento romano. Il silenzio di questi giorni non deve ingannare: il fuoco cova sotto la brace. Ma magari una cena con Salvini e l’imminenza del Natale porteranno un po’ di serenità.
Tutti a cena con Salvini Per fare cassa a Roma
Stasera l’evento di finanziamento in vista delle comunali
