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Anche la maggioranza in rivolta: adozioni gay a rischio

Caos nel governo sul provvedimento sulle Unioni Civili. Le voci di una possibile marcia indietro dell’esecutivo sulla parte del provvedimento relativa alla «stepchild adotion» ha fatto scattare l’all...

Caos nel governo sul provvedimento sulle Unioni Civili. Le voci di una possibile marcia indietro dell’esecutivo sulla parte del provvedimento relativa alla «stepchild adotion» ha fatto scattare l’allarme tra i più accesi sostenitori del ddl Cirinnà. «Bene ha fatto la segreteria nazionale del Pd a smentire l’ennesima voce su un ripensamento del Partito democratico sulle unioni civili - ha spiegato il senatore Sergio Lo Giudice - ma appare sempre più necessario che, prima dell'avvio della discussione in aula prevista per gennaio, la direzione Pd si riunisca per dire una parola definitiva sulla linea del partito». Nella maggioranza, però, i distinguo aumentano e non arrivano solo dalle file di Ncd, da sempre contraria all’adozione «per trascinamento» da parte delle coppie omosessuali del figlio preesistente di uno dei «coniugi». «La stepchild adoption io non la voto. Riconosciamo i diritti delle coppie gay, ma la famiglia è un9altra cosa» ha spiegato il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd. «I bambini nascono da un uomo e una donna? E allora lo stesso deve valere per le adozioni. È un ragionamento elementare - ha continuato Portas - Per il resto diamo piena dignità alle coppie gay». E anche da Scelta Civica arriva lo stop: «Insistere sulla stepchild adotion significa voler mettere seriamente a repentaglio una legge sulle Unioni civili che per il resto contiene molte misure non soltanto opportune, ma anche molto condivise all’interno del Parlamento» ha detto Enrico Zanetti, segretario del partito e sottosegretario all’Economia. Eugenia Roccella, ex Ncd, è così tornata alla carica: «La sinistra tentenna, è spiazzata dalle contestazioni sull’utero in affitto, a cui si è aggiunta ormai anche quella delle femministe. L’ipotesi che prevale sembra essere quella di scorporare la stepchild adoption dal ddl Cirinnà. Ma non basta: se si vogliono estendere i diritti individuali dei conviventi, senza introdurre l’adozione gay o legittimare l'utero in affitto, il ddl va radicalmente modificato, e deve tornare in commissione».

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