Stavolta il false allarme ha scomodato anche il premier Matteo Renzi costringendo la Procura di Roma ad aprire un fascicolo per presunto procurato allarme. Il tam tam si è propagato via WhatsApp, la chat frequentata da una miriade di telefoni cellulari, gettando nel panico migliaia di genitori. Le parole sono tutte un terrore (il testo è poubblicato in alto nella pagina). Una donna – apparentemente un’adulta – afferma che «la situazione è più tragica di quello che dicono in televisione». Dice l’Isis vuole «colpire i giovani», le piazze del centro, la movida. Invita la figlia Beatrice a restare nel proprio quartiere, a Roma nord. «Girano un sacco di bufale, di messsaggi strani su Facebook, su Twitter, io ne ho ricevuto uno su Whatsapp, messaggi in cui qualcuno pensa di essere simpatico o divertente, ma non si rende conto che suscita e crea un clima di ulteriore paura, talvolta persino di panico. Vorrei invitare tutti a non cascarci, vorrei invitare tutti a non farvi fregare da questo clima che qualcuno vorrebbe creare». Così il premier Matteo Renzi, in una nota vocale inviata su Whatsapp e pubblicata anche sul sito del governo. «Il terrorismo internazionale è una minaccia seria, dobbiamo essere molto attenti, molto determinati», aggiunge il primo miistro italiano che sul rischio attentatati in vista del Giubileo si è sentito al telefono con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. «L’Italia farà la sua parte insieme agli alleati internazionali per sconfiggerlo, non sarà facile ma io sono certo che ci riusciremo, tutti insieme - prosegue Renzi - Quello che è fondamentale è che non cadiamo nella trappola di chi vorrebbe chiuderci a chiave in casa, lasciandoci vivere nella paura, senza uscire, senza fare la nostra vita normale. Stare attenti è giusto, non sottovalutare niente ma contemporaneamente non lasciare all’isteria il compito di dominare la nostra vita. L’Italia e gli italiani sono molto più forti della paura». La polizia conferma. Il messaggio è una bufala. Fin dalle prime ore di ieri mattina ha avvertito del falso allarme. Sulla pagina Facebook di Agente Lisa la polizia ha messo in guardia sugli allarmi campati in aria rilanciati invece come fossero autentici, avvertendo gli utenti del falso allarme e che, in questo modo, oltre a creare un clima di terrore fra la popolazione, si rischia un’incriminazione per il reato di procurato allarme. Le bufale non sono girate solo su WhatsApp. Ieri alle 11 circa uno psichiatra dell’ospedale San Giovanni ha avvisato la polizia che un tipo con un fucile in mano si aggirava davanti all’ingresso principale. Gli investigatori hanno accertato ma non hanno trovato lo sconosciuto armato. E poi ieri sera prima delle 20.30 all’Ostiense, in piazzale dei Partigiani, ha spaventato un trolley abbandonato.
Su Whatsapp le bufale del terrore
Un messaggio sui telefonini semina il panico Renzi smentisce. Pure il 113. Indaga la Procura ASCOLTA AUDIO
