L’ipotesi Alfio Marchini non è ancora tramontata per il centrodestra. Nonostante il veto di Fratelli d’Italia, infatti, c’è ancora una parte dei forzisti che continua a spingere per la candidatura civica dell’imprenditori, soprattutto per scongiurare il rischio di due candidature in conflitto che rischierebbe di tenere fuori la coalizione dal ballottaggio. E a spingereper Marchini è ancora una volta Andrea Augello, senatore di Ncd in uscita dal partito di Alfano, che da Facebook lancia un vero e proprio ultimatum agli ex colleghi del Pdl. «Per quanto mi riguarda - scrive Augello - ribadisco che per vincere servirebbe un’intesa con Marchini, ma non penso si possa continuare a menare il can per l’aia. Fra l’altro la cosa più bizzarra è che su Marchini piovono veti senza che neanche si sia tentato un confronto con lui su contenuti o programmi, fingendo di non capire che, allo stato, la sua proposta civica è percentualmente la più forte fra quanti si oppongono al Pd e a Grillo in città». «Permanendo questa situazione - continua il senatore - saremo costretti a riunire i nostri quadri entro la prima settimana di dicembre e a prendere comunque una decisione. Tolto il periodo di Natale rimarrebbero infatti cento giorni utili per costruire una proposta alternativa al Pd e ai 5 Stelle, che sono maledettamente pochi in una città segnata dalle macerie di mafia capitale e da una tendenza all’astensionismo che supera il 50%». Ad Augello rispondono indirettamente diversi esponenti di Forza Italia che invitano a non archiviare l’ipotesi Marchini senza aver fatto almeno una verifica di «compatibilità». «Non si può pensare di vincere a Roma senza un’area o un candidato che rappresenti i moderati. Io penso che oggettivamente l’ipotesi Marchini non sia archiviata» spiega l’ex governatrice del Lazio Renata Polverini. Anche il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, pur premettendo che una disponibilità alla candidatura di Giorgia Meloni avrebbe un significato rilevante, non chiude le porte all’imprenditore. Al tempo stesso, però, stigmatizza la volontà di Marchini di correre senza le insegne degli eventuali alleati: «Credo che Marchini debba fare i conti con la realtà - spiega Gasparri - che potrebbe vederlo escluso dal ballottaggio se insistesse su proprio questa via di assoluta autonomia. La logica dei numeri, per quanto la fase politica sia confusa o addirittura convulsa, deve essere considerata da tutti, sia da noi che facciamo parte di partiti politici, sia da chi rischia di avere molte ambizioni ma numeri insufficienti». Ad essersi schierati già con l’imprenditore, invece, sarebbero i fittiani - guidati in città da Luciano Ciocchetti, e i tosiani. E mentre Francesco Storace ironizza sullo stallo del centrodestra («No Marchini, Meloni non si sa. Primarie niente. In attesa dell’oracolo. O del miracolo») è lo stesso leader della Lega Matteo Salvini a mantenere sul tavolo ogni ipotesi: «Marchini non lo conosco e quindi non posso intervenire su ciò che non conosco» ha detto il leader della Lega a Radio Cusano Campus. «Meloni titubante per Roma? Raccogliere l’eredità delle ultime amministrazioni a Roma non è semplice - ha concluso Salvini - serve gente onesta e coraggiosa e con le idee chiare».
Centrodestra dilaniato su Marchini
L’ultimatum di Augello: "Entro l’inizio di dicembre bisogna decidere» Polverini e Gasparri: «La sua candidatura a Roma non è archiviata"
