Politica

Reclutava volontari per il Califfato: chiesto il processo per "Lady jihad"

È l'accusa non solo nei confronti di Giulia "Fatima" Sergio e del marito albanese ormai in Siria ma anche dei familiari arrestati a luglio

Faceva parte della rete «sovrannazionale che organizza i trasferimenti dei cosiddetti foreign fighters» verso lo «Stato islamico e il loro arruolamento e addestramento militare». Maria Giulia Sergio, Fatima dopo la conversione all’Islam, è una delle migliaia di combattenti stranieri che da si muovono alla volta del Califfato da numerossimi Paesi ma farebe anche parte dell’organizzazione che smista combattenti in Siria. Il procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli e il pm Paola Pirotta, nel decreto di fissazione del giudizio a carico di «Lady jihad», che al momento si troverebbe in Siria, e di altre 10 persone, in una «sintesi» delle indagini scrivono come, durante i loro accertamenti, sia emerso «in modo chiaro il flusso continuativo e particolarmente consistente dei cosiddetti foreign fighters da numerosissimi Paesi, e la capacità dell'organizzazione terroristica di smistare i volontari qualunque fosse la provenienza». Un circuito di cui Fatima, il marito e altri indagati facevano parte. Secono le ricostruzioni dei pm milanesi, infatti, proprio i personaggi finiti sotto inchiesta «si associavano tra loro, e con numerose altre persone il cui ruolo è emerso nel procedimento, all’interno dell'organizzazione terroristica sovrannazionale» allo scopo di «commettere atti di violenza con finalità di terrorismo e in particolare di partecipare alle varie attività terroristiche realizzate dallo stato islamico sia all'interno del territorio siriano che all'esterno dello stesso». E proprio Fatima, all’interno dell’organizzazione, era «disponibile all'esecuzione di qualsiasi azione richiesta» dall'Isis «compreso il martirio». In acune intercettazioni, inoltre, Maria Giulia è anche arrivata a gioire per la strage di Charlie Hebdo e via sms scriveva: «Cosa gradita per i fedeli!!! Dio è grande! Due dei mujaheddin hanno assassinato i fumettisti, quelli che hanno offeso il Profeta dell'Islam, in Francia. Preghiamo Dio di salvarli dalle loro mani». Il 21 dicembre, davanti al gup di Milano, Donatella Banci Buonamici, si svolgerà l’udienza preliminare a carico della donna e di altre dieci persone tra cui il marito di Maria Giulia, l’albanese Aldo Kobuzi e la sorella 19enne dell’uomo, Serjola, il padre Sergio e la sorella Marianna. I reati di cui sono accusati gli indagati sono associazione a delinquere con finalità di terrorismo e di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo. Nei loro confronti e anche per i familiari di Fatima (compresa la mamma Assunta, poi deceduta) lo scorso primo luglio era stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Lady Jihad e il marito, però, si trovavano già in Siria dove la donna voleva giungessero anche i genitori e la sorella.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.