Politica

"C’è un Suv imbottito di tritolo in città" E la Citta Eterna si blinda contro la paura

La giornata tra controlli a tappeto, allarmi che rimbalzano tra caserme e commissariati e smentite

Quattro volanti della Polizia con i lampeggianti accesi a bloccare gli ingressi al centro storico. Otto agenti impegnati, chi a controllare singolarmente le auto in entrata, chi con il mitra e il giubbotto anti proiettili a scongiurare eventuali tentativi di fuga. Chi, infine, al volante dell’auto, pronto a mettersi all’inseguimento del sospettato. Alle 19,30 di ieri un imponente posto di blocco sulla Cristoforo Colombo, da Porta Ardeatina al semaforo per svoltare in viale delle terme di Caracalla, ha paralizzato l’arteria principale che porta al cuore di Roma. Centinaia di macchine per oltre tre ore sono state costrette a passare in un corridoio delimitato da birilli per entrare nel centro storico. Sconcerto e ansia tra gli automobilisti improvvisamente in coda: in tanti hanno scattato fotografie, postato su sui social network commenti preoccupati. Il posto di blocco, diverso dal solito controllo a campione effettuato dalla pattuglia in strada, è una misura eccezionale, già messa in atto durante gli anni di piombo in Italia, e predisposta ancora una volta per scongiurare possibili infiltrazioni nel tessuto molle della Città Eterna. Oppure, come si teme, una reazione messa in campo per rispondere ad una soffiata ricevuta nel tardo pomeriggio e ritenuta attendibile dagli stessi organi di polizia. Tante, spesso ridicole e infondate, le segnalazioni che stanno arrivando all’indomani del maledetto venerdì 13 alle sale radio delle forze dell’ordine. Dopo le ricerche della Seat Ibiza di colore nero, poi ritrovata in Francia, e della Bmw serie 3, presumibilmente ritargata, in viaggio da Ancona al centro sud, un’altra "voce" ha contribuito ad alimentare le ansie e i controlli: un Pick up pieno zeppo di esplosivo sarebbe stato segnalato nei dintorni di Roma. Forse l’ennesimo abbaglio, o la smania di protagonismo di qualche informatore in vena di scherzi. Impossibile dirlo con esattezza. Certo è che diverse volanti sono state spostate davanti all’Accademia di Francia, a Trinità dei Monti, all’ambasciata e al liceo Chateaubriand in via di Villa Ruffo per rinforzare i controlli agli obiettivi in questo momento considerati più a rischio. L’allerta è quasi al livello massimo a Roma, dopo le minacce di attentato ripetute da parte dell’Isis. Ieri mattina negli uffici di via di San Vitale si è tenuta una riunione fiume con il Questore, il dirigente della Digos, il capo della Squadra Mobile, il Vicario e il capo di gabinetto. I vertici delle forze dell’ordine non mollano la presa, nonostante i giorni di quiete apparente. Le radio vengono ascoltate con straordinaria attenzione, nessun dettaglio è trascurato e le segnalazioni di auto sospette non vengono mai tralasciate. Ieri mattina gli agenti della Capitale sono stati impegnati anche nella ricerca di un furgone bianco con targa belga, il giorno prima un allarme, poi rientrato, nel parcheggio interrato di fronte al centro commerciale in zona Tor Vergata, aveva tenuto col fiato sospeso gli uomini a caccia di un’auto sempre con targa belga e poi risultata pulita. Roma città aperta, ma con moderazione. Nella speranza che la strage di Parigi sia stato solo un pugno violento incassato per colpa di una guardia abbassata e subito rialzata.

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