Politica

"A Ventimiglia neppure un poliziotto"

Il vicepresidente della Liguria Sonia Viale "Sono andata alla frontiera, ci sono solo i francesi"

Giusto qualche giorno fa aveva denunciato «l’assenza di controllo» alla frontiera di Ventimiglia che continua a essere uno snodo cruciale della crisi migratoria e, per qualche ora, anche della paura dato che ieri è circolata l’ipotesi che uno dei terroristi ricercati fosse entrato in Italia proprio da lì. Per Sonia Viale, vicepresidente della Liguria e segretario regionale della Lega Nord, il lassismo del governo sul tema dell’emergenza immigrazione e sicurezza è ben visibile, a suo avviso, fin dall’ingresso in Italia.      Per tutta la giornata di ieri si è prospettata l’ipotesi che l’ormai famosa Seat nera dei terroristi fosse transitata proprio da Ventimiglia. Lei, subito dopo l’attacco dell’Isis a Parigi, si è recata al confine. Perché? «Sono abituata a vedere con i miei occhi e a verificare. L’altro giorno ho ritenuto di dover dare un gesto di vicinanza portando un mazzo di fiori al confine. I liguri, vicini fisicamente alla Francia, lo sono da sempre anche con la comunità francese. Fatalità ha voluto che alle 13.30 il ministro Alfano annunciava che, tra le iniziative immediate dopo la strage di Parigi, di aver provveduto a rafforzare il dispositivo di sicurezza alle frontiere e sono rimasta stupita dal vedere che, almeno da parte italiana, non c’era alcun controllo».     Che cosa ha riscontrato? «Non c’era nessuna presenza da parte italiana. Lo dimostrano le immagini degli operatori: c’era solo la gendarmerie francese che controllava ogni autovettura. Un’assenza di vigilanza durante un’emergenza del genere è indicativa. Se non si aumentano i controlli all’indomani di un attentato così grave non capisco quali altri momenti debbano indurre ad una stretta. Se uno deve scappare scappa subito».     C’è un dibattito serrato in Francia sul tema della sicurezza. Hollande, tra le misure, ha deciso di sospendere Schengen. In Italia misure analoghe, a pochi giorni tra le altre cose dal Giubileo, non se ne vedono. «Da ex capo della segretaria tecnica dell’allora ministro dell’Interno Maroni posso dire che quando c’è una chiara volontà politica si possono raggiungere gli obiettivi. E invece aver fatto entrare migliaia e migliaia di persone non identificate, perché – come ha spiegato lo stesso capo della polizia – un terzo dei centosettantamila arrivati dell’anno scorso non si sono fatti identificare, dimostra come in una situazione del genere il governo Renzi non abbia adottato alcuna politica di restrizione ma ha solo puntato sull’accoglienza indiscriminata, stanziando tra l’altro ingenti risorse».     Per le Regioni questo che cosa comporta? «Dato che sono anche assessore alla Sanità non faccio altro che combattere con i tagli del Governo. Da vicepresidente della Regione, in materia di immigrazione, al tavolo sul tema migranti con gli altri assessori regionali non si parla invece di tagli perché lì non c’è un problema di tagli. Su sanità e politiche sociali tutti dobbiamo rimboccarci le maniche per dare servizi nonostante le restrizioni del governo. Per la politica dell’accoglienza, invece, i soldi si trovano sempre».     Sul territorio che risultati ha portato questo? «Sono critica con le politiche adottate sull’integrazione e faccio un esempio. Il giorno dopo l’attacco che ha subito Parigi si è svolta una manifestazione a Ventimiglia davanti al Consolato che ha visto la presenza di tutti i sindaci della provincia di Imperia e di autorità francesi. Un grande momento di vicinanza tra le due comunità. A un certo punto è arrivata anche la comunità islamica di Ventimiglia e da questa sono partite parole ad alta voce, quasi urla, in lingua araba. L’ho trovato un gesto inopportuno da una comunità che vuol dirsi integrata: in un evento del genere occorreva farsi capire».     Che misure avete adottato voi? «Da parte nostra, con il presidente Toti, non abbiamo dato disponibilità di strutture liguri per l’accoglienza».     Il ministro Alfano ha polemizzato pesantemente con Salvini: lo ha accusato di rimpiangere che gli attentati non siano avvenuti in Italia per ottenere voti. Come commenta? «Si deve dimettere. Un ministro dell’Interno non può dire una cosa del genere».

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