Uno sconto di un terzo sulla condanna ormai passata in giudicato. Lo ha «concesso» il presidente della Repubblica a un imprenditore che dieci anni fa uccise un ladro che gli era entrato in casa. Sergio Mattarella ha firmato un provvedimento di «grazia parziale» ai sensi di quanto previsto dall'articolo 87 (comma 11) della arta costituzionale. La decisione del capo dello Stato tiene conto del parere favorevole formulato dal Ministro della Giustizia a conclusione della previstaistruttoria. Monella è stato condannato in via definitiva per il reato di omicidio volontario alla pena di sei anni, due mesi e venti giorni di reclusione con una sentenza emessa dalla Corte di Assise di Appello di Brescia il 29 giugno 2012, un verdetto confermato il 25 febbraio 2014. A marzo 2014 aveva chiesto la grazia al presidente Giorgio Napolitano che aveva avviato la pratica di esame della richiesta, accolta ora da Sergio Mattarella con la concessione di una grazia parziale. Antonio Monella, imprenditore settentrionale cinquattraquattrenne era finito nei guai con la giustizia per aver ucciso a colpi di fucile nel 2006 Ervis Hoxha, albanese di 19 anni che gli era entrato in casa per un furto assieme a dei complici. La notte tra il 5 e il 6 settembre di quell’anno Monella era nella sua casa di Arzago d'Adda, nella Bergamasca, quando alzandosi si trovò faccia a faccia con un ladro, l'albanese Ervis Hoxha, che tentò la fuga a bordo della sua Mercedes, insieme ad altri uomini. Monella imbracciò il suo fucile, che deteneva regolarmente, e dal balcone sparò un colpo in aria e uno verso l'auto. I carabinieri trovarono poi il 19enne albanese sanguinante. Ricoverato in ospedale, morì la mattina del 6 settembre. Monella si era costituito e, una volta condannato, si era subito presentato in carcere a Bergamo.Nel valutare la domanda di grazia presentata da Monella il Capo dello Stato ha tenuto conto del comportamento positivo tenuto dal condannato durante la detenzione (iniziata l'8 settembre del 2014) e della circostanza che il percorso di educazione sino a ora compiuto potrebbe utilmente proseguire - se la competente Autorità Giudiziaria ne ravvisasse i presupposti - con l'applicazione di misure alternative al carcere. Per effetto del provvedimento del Capo dello Stato, infatti,all'interessato rimarrà da espiare una pena residua inferiore ai tre anni. Essa rientra, dunque, nell'ambito di applicabilità dell'istituto dell'affidamento in prova al servizio sociale (art. 47 dell'Ordinamento penitenziario) e il detenuto potrebbe utilmente proseguire all’estreno del penitenziario se la magistratura «ne ravvisasse i presupposti».
Ammazzò il ladro Mattarella lo grazia
La richiesta presentata a Napolitano nel 2014. La misura «parziale» è uno sconto di 2 anni
