Un partito spaccato. Nonostante le uscite pubbliche nelle quali grosso modo tutto il partito si è ricompattato dietro Berlusconi e la sua scelta di partecipare al comizio di Bologna, sono tanti i forzisti che poco digeriscono la presenza su un palco che sembra fatto apposta per regalare a Salvini un ulteriore sprint nei sondaggi e, di conseguenza, la leadership del centrodestra e la golden share sulle candidature delle prossime amministrative. Tra i pochi a venire allo scoperto dopo la decisione finale di Berlusconi c’è l’europarlamentare Lara Comi. Non è un caso, dato che proprio lei, insieme ad Antonio Tajani e agli altri membri italiani del Ppe, si è spesa per favorire il «disgelo» con Angela Merkel. «Berlusconi fa un errore, cosi diventa un semplice gregario di Salvini. E Salvini non è apprezzatto a Bruxelles». Più morbida la posizione di Gasparri che, dopo essersi espresso contro la partecipazione, l’ha accettata a malincuore ma, da parte sua, ha già fatto sapere che preferirà recarsi sulle gradinate dell’Olimpico per il derby Roma-Lazio. Tra i «contrari» anche l’ala milanese del partito, dal capogruppo al Senato Paolo Romani a Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda, probabilmente temendo che una Lega troppo forte voglia imporre le proprie scelte anche sulla candidatura per il dopo-Pisapia a Milano. Sempre che un’eventuale discesa in campo di Palo Del Debbio, da non escludere nonostante le smentite, non metta tutti d’accordo. Sfumata invece la posizione di Gianfranco Rotondi, che apprezza la presenza di Berlusconi ma personalmente non ci sarà per i troppi attacchi sferrati negli ultimi tempi alla Chiesa dal Matteo leghista. L’ala più filoleghista è invece pronta a farsi vedere in piazza per brindare a una scelta che colloca Forza Italia nettamente all’opposizione del governo Renzi. In prima fila, dunque, dovrebbe esserci l’ex europarlamentare Licia Ronzulli, ufficiale di collegamento tra Lega e Forza Italia, così come Daniela Santanchè, la cui stella nel partito è tornata a brillare dopo l’archiviazione del Patto del Nazareno. Tra i «filo-Salvini» anche Augusto Minzolini, Niccolò Ghedini e Nunzia De Girolamo, che nei giorni scorsi ha parlato di «dimostrazione di forza» a proposito della scelta di Berlusconi di salire sul palco. Fa festa anche Michaela Biancofiore: «Forza Italia non prende ordini dal Ppe e dalla Merkel» spiega. Poi l’affondo contro gli scettici: «Mi preme ricordare a esponenti interni e a tutti i fuoriusciti che hanno fatto i ministri grazie all’alleanza con la Lega di Bossi che era addirittura secessionista e che Berlusconi riportò in un alveo democratico».
Romani e Gasparri a casa Nunzia e Santanché vanno
Restano in Forza Italia tanti scettici sulla manifestazione
