Bologna sotto assedio per il «comizione» dei leader del centrodestra: Berlusconi, Salvini e Meloni. Oggi tutta piazza Maggiore sarà blindata e attorno ad essa un’area rossa off limits protetta da un cordone di forze dell’ordine composto da centinaia di uomini. Un «cuscinetto» di 700 metri tutto intorno a difesa del comizio: Archiginnasio, Biblioteca Salaborsa e Museo Medievale chiusi, porte sbarrate anche a Palazzo D’Accursio, sede del Comune e a Palazzo Re Enzo, 11 linee di trasporto pubblico locale, un’enormità per Bologna, deviate. L’enorme spiegamento di forze e le misure speciali di sicurezza si sono rese necessarie perché il fatto che nella piazza simbolo di Bologna si tenga la manifestazione nazionale della Lega, a qualcuno proprio non va giù. Si temono tensioni dovute alle contromanifestazioni degli immancabili centri sociali e collettivi, gli stessi che, giusto giusto un anno fa, in nome della pace e della tolleranza sfondarono l’auto del leader del Carroccio al campo nomadi di via Erbosa, proprio a Bologna. La manifestazione è stata fortemente voluta da Matteo Salvini, che oggi concluderà gli interventi. Oltre ai big del partito, da Umberto Bossi e Roberto Maroni, saranno presenti sul palco anche la leader di FdI, Giorgia Meloni, e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, alla sua prima volta in piazza Maggiore. Questura e Prefettura sudano freddo: in strada, contro la (forse) ritrovata unità del centrodestra, scenderanno formazioni dalle sigle «sinistre»: Tpo, il Teatro Polivelente Occupato, Hobo (gli «inorganizzabili contro il capitalismo cognitivo»), il collettivo Labas, Ross-@ Bologna che invita tutti a «difendere la città dall’invasione della Lega e della destra eurofascista», e poi ancora ci sono: Cua, Crash, Cas, Social Log, Prc, Giovani Comunisti e l’Altra Emilia Romagna. Forze politiche che il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale descrive con una battuta sferzante: «Le forze dell’ordine schiereranno a Bologna per la nostra manifestazione circa 500 persone - ha detto Giorgia Meloni - Per gli antagonisti saranno in 2mila. Duemila poliziotti per quattrocento deficienti che giocano a fare i rivoluzionari, quattrocento deficienti che non hanno un lavoro e non se lo cercano perché sono figli di papà». I concentramenti dei «rivoluzionari» sono previsti dalle 9 davanti alla stazione ferroviaria e alle 10 sia sul ponte di via Stalingrado che in piazza XX Settembre. Considerato questo schieramento, collettivi e centri sociali potrebbero tentare di avvicinarsi tutti insieme con una manovra tesa a forzare lo sbarramento delle forze dell’ordine concentrandosi a piazza Maggiore e risalendo via Indipendenza. Proprio sui militanti dei gruppi che firmarono un anno esatto fa l’aggressione a Matteo Salvini, così come su altri esponenti dei centri sociali, già protagonisti di manifestazioni sfociate in disordini di piazza, si è concentrata l’attività investigativa della Polizia che ha monitorato decine di attivisti. Piazza Maggiore, inoltre, dove la Lega conta di portare 100mila persone, sarà in parte occupata dagli stand del «Cioccoshow», la festa del cioccolato che prenderà il via subito dopo la fine del comizio. Circa 700 i pullman che, hanno annunciato i leghisti, porteranno in città gli attivisti da tutta Italia. I mezzi scaricheranno i militanti nei pressi della piazza, poi andranno a parcheggiare in una zona di sosta mantenuta riservata, per ragioni di sicurezza. Improbabile che siano indirizzati verso l’autostazione, visto che il concentramento dei collettivi è vicino al parcheggio. Sorvegliata speciale anche la stazione ferroviaria. L’intervento conclusivo di Salvini è previsto per le 12, ma molto probabilmente slitterà verso la fine di una mattinata che per Bologna si annuncia particolarmente lunga. Il sindaco di Bologna, Virginio Merola del Pd, ha invitato tutti alla calma e alla non violenza e proprio per questo è stato fischiato in piazza dai centri sociali, applaudito invece dai reduci dell’Associazione Partigiani d’Italia. Tutto avvenuto ieri alla manifestazione a Porta Lame, in ricordo della battaglia vinta dai partigiani contro i nazifascisti nel 1944. I movimenti hanno voltato le spalle al sindaco che esortava di «non concedere alla Lega quello che sono venuti a cercare», intonando «Bella ciao».
I centri sociali annunciano battaglia
Tre cortei antagonisti promettono l’assalto a piazza Maggiore. Gli stessi che esattamente un anno fa accerchiarono l’auto di Matteo
