Politica

"Giorgia conosce i problemi di Roma Forza Italia è pronta a sostenerla"

Parla Ronzulli (FI): "Alfio? Berlusconi non ha ancora ufficializzato alcun appoggio

«È ancora presto per stabilire quale sarà il candidato del centrodestra per Roma, per parlare di Alfio Marchini o di Giorgia Meloni. Quello che oggi devono fare Forza Italia e i suoi alleati è sedersi attorno a un tavolo per porre i presupposti dell’unità: solo marciando tutti insieme abbiamo la possibilità di conquistare la Capitale». Licia Ronzulli, tra le esponenti azzurre più vicine a Silvio Berlusconi, prova a calmare le polemiche esplose in Forza Italia dopo l’endorsement dell’ex premier ad Alfio Marchini - in parte rettificato - che a tanti nel partito non è andato giù».     Onorevole Ronzulli, cosa pensa realmente Berlusconi? Marchini sì o Marchini no? «Nessuno ha deciso finora se appoggiare o meno la corsa al Campidoglio di Alfio Marchini. Silvio Berlusconi si è limitato a pronunciare delle parole di stima nei confronti di un imprenditore che da due anni si è messo al servizio della città. Ma da qui all’ufficializzazione di un appoggio ce ne corre. Ora, per la coalizione di centrodestra, è il momento di sedersi a un tavolo e discutere di programmi e contenuti. Solo dopo arriverà il momento di fare i nomi».     Cosa dovrebbe fare Marchini per ottenere l’appoggio del centrodestra? «Tralasciamo per un momento il nome del candidato. La condizione principale è che gli alleati lavorino per l’unità della coalizione, perché solo restando compatti possiamo vincere. In quanto a Marchini, gli consiglio più prudenza nelle sue dichiarazioni».     Fratelli d’Italia ha chiuso le porte all’imprenditore. Il partito della Meloni vuole imporre un candidato di bandiera? «Il candidato migliore va valutato insieme e sicuramente deve avere il profilo più alto possibile per riprendere il governo della città».     Giorgia Meloni avrebbe questo profilo? «Finora ha dimostrato capacità politiche e inoltre ha una grande conoscenza della città, delle periferie e dei problemi dei romani. Se decidesse di candidarsi Forza Italia la appoggerebbe di sicuro».     In realtà sulla partita romana, così come su tante altre questioni, il partito non sembra così compatto... «Non è vero. Forza Italia è un grande movimento e come tale ha tante anime che esprimono il proprio punto di vista. Ma alla fine se ne discute insieme e si prende una decisione unitaria. Sarà così anche per le amministrative».     Quando sarà sciolta la riserva sulla partecipazione di Berlusconi alla manifestazione di Bologna? «Prima di decidere il nostro Presidente, che è da sempre il collante fondamentale del centrodestra, dovrà approfondire con gli altri alleati - Matteo Salvini e Giorgia Meloni - la proposta e i contenuti della manifestazione. Ma la mia opinione è che non possiamo perdere una grande occasione per ricompattarci, non possiamo sprecare la possibilità di incontrarci tutti nella stessa piazza per scrivere insieme la giornata che segnerà il cammino dell’unità ritrovata del centrodestra».     I rapporti con Salvini sono tornati tempestosi? «Assolutamente no. I rapporti, checché se ne dica sui giornali, sono ottimi, soprattutto dal punto di vista personale. Poi è ovvio che su alcune questioni si possano avere posizioni differenti. Ma a mio avviso è meglio concentrarci sulle cose che ci uniscono, che sono tante. Mi riferisco alle politiche economiche - in particolare alle ricette fiscali - e a quelle per arginare il fenomeno migratorio. Ma a unire Lega e Forza Italia è soprattutto l’obiettivo di mandare a casa Matteo Renzi, un premier che ormai è capace soltanto di scrivere tweet. È nostro dovere offrire al Paese un governo di centrodestra che possa mettere davvero in pratica le ricette per ripartire».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.