Politica

Buttafuoco: «Marchini vada da solo I partiti fanno perdere»

«Eviterei di parlare di Ignazio Marino. È stato semplicemente la conferma dell’inutilità della società civile»

«Eviterei di parlare di Ignazio Marino. È stato semplicemente la conferma dell’inutilità della società civile». Pietrangelo Buttafuoco, scrittore, giornalista con la caratteristica di saper sparigliare, sul passato recente di Roma ha le idee chiare. E sul futuro? «Marchini è il cavallo vincente ma sarebbe sprecato in una situazione ingovernabile come Roma: deve costruirsi una responsabilità di più ampio respiro». Mentre per la destra su Roma lancia una proposta: «Il direttore del Tempo Chiocci. Sarebbe una battaglia formidabile». Partiamo comunque da Marino. Sarà pure vero che è già "passato". Ci sono voluti i magistrati per cacciarlo però. «Non è che l’hanno cacciato i magistrati, è l’evidenza delle cose che lo ha azzerato. I magistrati sono arrivati soltanto a mettere il cappello su una tragedia politica consumata». Come si presenta Roma a pochi giorni dal Giubileo? «Faccio mia l’idea di Fulvio Abbate da Teledurruti. Per risolvere il problema del Giubileo occorre allungare l’Expo di Milano. L’unica soluzione è portare tutto lì». Alfio Marchini. C’è chi lo vuole sindaco e chi, come lei, da tempo lo vede come federatore del centrodestra. «Non del centrodestra. I partiti sono utilissimi, necessari... ma per perdere, non per vincere. E perciò sarebbe volergli male immaginarlo leader del centrodestra. Si deve creare una leadership, invece, per costruire l’alternativa alla mistificazione di Renzi. Non c’è da mettersi con il berlusconismo, c’è da mettersi al posto di Berlusconi. Tutto qua. E Marchini, con Salvini al Nord, e con qualcun’altra al Sud, ha tutte le carte in regola per federare l’alternativa al renzismo. È anche fuori da ogni Novecento. Cosa si vuole di più?». Come mai settori importanti del centrodestra guardano a Marchini? «Perché la destra porta in dote il proprio fallimento. Il ricordo è vivo. E le conseguenze sono ancora materia di fresca cronaca. La destra, almeno per questo giro, deve stare ferma. Ed per questo che molti, per cercare di trovare un futuro, non guardano più dentro casa». A Roma il sindaco chi lo deve fare allora? «In punto di teoria, l’ideale sarebbe veramente affidare a un commissario, a un Cesare Mori, che se ne stia più a lungo possibile». E nella prassi? «Potrebbe essere l’occasione di sperimentare nuovi personaggi. Secondo me l’ipotesi di candidare il vostro direttore, Gian Marco Chiocci, sarebbe formidabile. Un’esperienza bella intanto perché scende in campo una testata storica, che ha saputo fronteggiare anche il vecchio mondo dei soliti moderati amici di tutti i giaguari e ha saputo essere opposizione vera al potere romano. E poi ha un carisma unico. Sarebbe una bella battaglia che fa tabula rasa di tutti i personaggi imbarazzanti della destra e mette in campo una figura che conosce la città e saprebbe come domarla. Perfino la Lega potrebbe puntare su di lui».

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