Ignazio Marino e Sara Biagiotti. Il primo ex sindaco di Roma, la seconda ex primo cittadino di Sesto Fiorentino. Accomunati dallo stesso partito, il Pd, e dallo stesso destino, quello di essere stati fatti decadere dai propri consiglieri. Ai quali, però, non è stato invece riservato lo stesso trattamento dal partito Democratico: i primi sono stati considerati da Renzi degli eroi – «hanno rinunciato alla poltrona con un grande gesto di stile», ha commentato ieri sera al Tg1 – i secondi sono stati espulsi. Un provvedimento, ha spiegato la commissione di garanzia del Pd metropolitano di Firenze, motivato dalla «gravità del comportamento che ha creato un danno all’immagine del Pd». Danno che, evidentemente, secondo i vertici dei Democratici non è stato fatto con l’estromissione del sindaco di Roma. Per capire meglio la disparità di comportamento bisogna però spiegare chi è la ex sindaco di Sesto Fiorentino. Sara Biagiotti era una delle «ragazze del camper» di Matteo Renzi: insieme a lei c’erano Maria Elena Boschi e Alessandra Moretti. Con loro, per le primarie del Pd del 2012, l’attuale premier girò tutta l’Italia per la sua campagna elettorale dei Dem, poi vinta da Pier Luigi Bersani. Le tre hanno avuto tutte poi incarichi di prestigio: una diventata ministro per le riforme, l’altra eurodeputata e poi candidata governatrice (perdente) del Veneto, l’ultima prima presidente Anci Toscana e poi sindaco. Quando però i consiglieri del Pd di Sesto Fiorentino a luglio di quest’anno sono andati dal notaio per firmare le dimissioni raccontano che Renzi si sia arrabbiato assai. E abbia preteso «la testa» degli otto ribelli. Cosa che i vertici del partito toscano si sono affrettati a dargli con un provvedimento firmato il 16 settembre scorso. Vicenda analoga è accaduta anche a Nettuno, dove i quattro consiglieri del Pd che a giugno di quest’anno con le loro firme hanno fatto cadere il sindaco del loro stesso partito sono stati poi «cancellati dall’anagrafe degli iscritti». Il «caso Roma» sembra invece giustificare due pesi e due misure. E se per gli esponenti del Pd di Sesto Fiorentino vale l’accusa di «aver creato danno all’immagine del partito» non si capisce perché non valga per la Capitale. Renzi che fai, li cacci?
Espulsi e premiati, la doppia morale Pd
A Sesto Fiorentino via dai Dem gli otto che hanno fatto cadere il sindaco (renziano). A Roma Matteo li ringrazia: «Un gesto di stile» L'INTERVISTA/1 «Noi cacciati, loro no. Orfini spieghi perché» L'INTERVISTA/2 «Fuori p
