Weekend di caos

Ci hanno rotto il venerdì: il ritorno dei “gretini” tra scioperi e cortei

Una volta si chiamava «autunno caldo». Erano le lotte sindacali e operaie che, tra il ’69 e il ’70, hanno infiammato le piazze portando ad esempio ad approvare lo Statuto dei Lavoratori. Non sembra lo stesso spirito che pare investire gli scioperi e i cortei convocati da oggi e per il resto del fine settimana, su tutti la manifestazione nazionale della Cgil domani a Roma. Molti di questi hanno infatti più il sapore della contrapposizione politica nella sempre gustosa salsa di campagna elettorale. L’effetto collaterale è la paralisi delle città, in particolare della Capitale, che già ieri ha avuto un primo assaggio con la manifestazione dei collettivi studenteschi de La Sapienza, dalla Città universitaria a piazza dei Cinquecento: «Dalla Spagna alla Francia, la nostra generazione scende in piazza», ha rivendicato il collettivo di sinistra Cambiare Rotta, mettendo al centro le politiche abitative e tradendo chiari riferimenti politici e ideologici. Oggi, poi, si replica sempre a Roma e in altre venti città italiane con lo «Sciopero del clima» indetto da Fridays for future, i seguaci di Greta Thunberg che tornano in piazza con il solito monito apocalittico («Chi sta continuando a bruciare il futuro di tutti e tutte deve essere fermato e non chiederemo il permesso»). Si aggiunge poi un attacco diretto al Governo, colpevole secondo gli attivisti di avere «annunciato un decreto per velocizzare l’estrazione di nuovo gas e petrolio sul territorio italiano». Altrove si chiamerebbe politica energetica, nella piazza odierna è omicidio climatico. Tant’è, per indicare meglio il nemico oggi il corteo partirà alle 17 da Piramide per arrivare davanti al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che si trova su via Cristoforo Colombo alla Garbatella. La fascia oraria è quella di punta, la zona fortemente trafficata, scontati i disagi per i lavoratori che stasera cercheranno di tornare a casa.

E dallo «sciopero del clima» si passa domani al gran finale della «Via maestra» indicata dalla Cgil. Tutti a Roma richiamati dal segretario generale del sindacato, Maurizio Landini, che chiuderà la manifestazione dal palco montato in piazza del Popolo. Dietro le rivendicazioni sindacali e sociali, anche in questo caso il bersaglio è Palazzo Chigi: «Questo governo vuole uscire dalla Costituzione», ha attaccato Landini, rilasciando un’intervista a Repubblica. Intanto ben 200 sono gli autobus che Roma Servizi per la Mobilità (la partecipata del Comune che si occupa di viabilità) si aspetta arriveranno già da domani mattina per partecipare alla manifestazione, che partirà alle 13.30 da piazza della Repubblica. Sempre secondo il Comune, sono attese 15 mila persone che sfileranno lungo via Vittorio Emanuele Orlando, largo di Santa Susanna, via Barberini, piazza Barberini, via Sistina, viale della Trinità dei Monti e viale Gabriele D’Annunzio, fino ad arrivare in piazza del Popolo. Bus deviati e possibili chiusure stradali a complicare, almeno fino alle 6 del pomeriggio, un week end già critico per la cittadinanza. A Roma, infatti, arriveranno manifestanti da tutta Italia. Circa 800 persone, inclusi rappresentanti dell’Anpi, dell’Arci e dei movimenti studenteschi, partiranno ad esempio da Bologna. Anche stavolta i riferimenti vanno ben oltre la situazione nazionale e guardano sempre allo stesso orizzonte politico: «Abbiamo a cuore il pianto della Francia e della Spagna e da noi la situazione non è diversa», ha affermato il segretario della Cgil di Bologna, Michele Bulgarelli.

Nel capoluogo dell’Emilia-Romagna già quella di oggi si preannuncia una giornata complessa. In piazza studenti delle scuole superiori, universitari e realtà ambientaliste: sit in e cortei in programma dalle prime ore della mattina fino alla sera. Partendo dalle scuole superiori, il collettivo Cas lancia dalle 8 «blocchi diffusi nelle scuole» e poi un corteo «contro guerra, razzismo, carovita e militarizzazione». Osa invece ha dato appuntamento alle 9.30 davanti all’Ufficio scolastico regionale in via de’ Castagnoli, al grido di «soldi alla scuola non alla guerra» e «facciamo come in Francia». Ancora una volta gli stessi slogan. Passando agli universitari, il collettivo Cambiare Rotta si riunirà alle 9.30 davanti al rettorato di via Zamboni, lì arriveranno anche gli studenti di Osa e partirà una manifestazione. A Roma sit in degli studenti in piazza dell’Esquilino dalle 8.30. Intanto oggi ci si mettono anche gli scioperi dei lavoratori della scuola e del comparto aereo. Il primo, indetto dal sindacato indipendente Sisa, durerà 24 ore e coinvolgerà personale docente, dirigente e Ata. Probabili i disagi anche negli aeroporti per lo sciopero che riguarderà in particolare la compagnia Easyjet. Garantite le fasce orarie di tutela dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21.

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