Politica

Rivolta azzurra contro Silvio a Bologna

Brunetta e Romani alla carica per evitare la partecipazione al comizio leghista. Ma il leader conferma ai suoi: "Con Salvini ottimi rapporti, voglio partecipare"

Chi lo conosce bene è pronto a giurare che alla fine ci andrà. Certo è che il pressing che la maggior parte di Forza Italia sta cercando di fare per convincere Silvio Berlusconi a non essere in piazza con la Lega a Bologna il prossimo 8 novembre, è fortissimo. Nulla contro Salvini, precisano i contrari. Ma, è il concetto, «alleanza sì ma non sudditanza». In sostanza, il timore è che, con Berlusconi accanto a Salvini in piazza, l’immagine che arrivi sia quella di un partito a traino del Carroccio. Debole e allineato su «posizioni estremiste», diverse da quelle intrinseche a Forza Italia e ai Popolari Europei di cui il partito di Berlusconi fa parte Ed ecco che nei retrobottega dei due partiti (Bergamini, Toti, Ronzulli per gli azzurri, Salvini, Rixi e Siri per la Lega) si lavora in queste ore alla ricerca di una mediazione. Da Via Bellerio assicurano che quella di sabato prossimo non sarà una passerella politica (non ci sarà alcun logo di partito) ma che anzi sarà il palco delle categorie. Toccando temi come tasse, immigrazione, lavoro, pensioni, giustizia sociale. Niente attacchi all’Europa da parte del segretario della Lega (potrebbe essere il compromesso con gli azzurri) così come niente «stilettate» all’Euro o alla Merkel. Obiettivo: presentarsi come centrodestra unito contro il governo Renzi. Anche perché, spiega Armando Siri, consigliere economico di Salvini, «non esiste una piazza Fi e una della Lega, esiste solo la piazza alternativa a Renzi». Il fil rouge su cui sta ragionando, come punto di mediazione tra le parti, sono le tasse, la flat tax, tanto cara sia a Salvini sia a Berlusconi. Potrebbe essere questo il punto di unione forte tra i due, con cui presentarsi sul palco insieme e dire a gran voce: «Basta con le tasse di questo governo». Rassicurazioni e contenuti che però non sembrano bastare, per lo meno per ora, ai tanti di Forza Italia contrari alla partecipazione dell'ex Cavaliere. Tra i favorevoli ci sono esponenti azzurri come Augusto Minzolini, Daniela Santanchè o Licia Ronzulli. Tra i contrari anche i capigruppo Fi di Camera e Senato. I timori sono, nell’ordine: dare l’immagine di un partito completamente appiattito sulla Lega; che le posizioni «antieuro» di Salvini, se lanciate dal palco di Piazza maggiore, creerebbero più di qualche problema alle diplomazie interne agli azzurri che hanno riportato, per esempio, il loro leader sulla scena del Ppe, la scorsa settimana, con il ritrovato dialogo tra Berlusconi e Angela Merkel; senza parlare poi, aggiungono da Forza Italia, dell’alta possibilità di scontri previsti, tra centri sociali e supporter di estrema destra. Ma lui, Berlusconi, non sembra essere affatto preoccupato. E, nonostante i diversi pressing, non sembra voler cedere. Ancora l’altra sera, alla festa di compleanno di Nunzia De Girolamo, confidava a più di qualcuno di volerci proprio andare a Bologna. Anche perché «il rapporto con Matteo è molto buono». E in questo momento è importante «dare l’immagine di un centrodestra unito». Basterà questo a dissuadere i contrari? Chi può dirlo.

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