«Ignazio Marino può essere un valido interlocutore, specialmente se decide di restare nella politica romana». Paolo Cento ha già archiviato la fine della consiliatura e già guarda oltre. Sel stava per uscire con le ossa rotte dalla burrasca che ha colpito il Campidoglio: profondamente spaccata al suo interno, ha sempre tenuto un atteggiamento di estremo equilibrismo nei confronti dell’ormai ex sindaco e della sua maggioranza. Di lotta e di governo. Arrivando perfino a manifestare contro il proprio vicesindaco. Dopo aver annunciato a luglio l’uscita dalla maggioranza e non aver votato il bilancio d’assestamento, i vendoliani si sono rigirati su sé stessi, schierandosi addirittura dalla parte di Marino (Imma Battaglia e Annamaria Cesaretti erano presenti in piazza del Campidoglio il giorno della manifestazione dei mariniani) e dandogli l’assist per ripartire da una maggioranza di sinistra. L’antirenzismo, prima dell’antimarinismo. Fatto sta che ora che la tempesta è finita e il campo accoglie morti e feriti, Sel si ritrova davanti una enorme prateria rossa. «Se lo scenario è questo – afferma Paolo Cento – ovvero quello di un Pd che si allea con Alfio Marchini e con parte della destra, noi ci facciamo carico di ricostruire la sinistra romana». Un’occasione imperdibile, per superare la nicchia del 2-3% in cui Sel si era ritrovata ad agire. «La mano è tesa a tutti. A Pippo Civati, alla minoranza Pd e a tutti quei movimenti civici, ambientalisti e laici che non trovano più espressione. Ripartiremo da lì». Certo, a questo punto però il problema della coerenza si pone. Come si fa ad offrire la ricandidatura a un sindaco che si è criticato per due anni? Basta citare Che Guevara e Sankara o farsi nemico Matteo Renzi? «C’era un problema amministrativo – continua Cento – e non nego che se Marino fosse venuto in Aula i consiglieri lo avrebbero anche potuto sfiduciare. Ma bisogna tornare a parlare di programmi. Marino era il sindaco del Pd e a lui rendeva conto. Ma ripeto, è tutto molto prematuro». Il candidato ideale per questa riedizione della cosa rossa dovrebbe dunque essere «autorevole, civico ma politico, laico». Intanto i vendoliani si godono la vittoria sul Pd. Ieri Gianluca Peciola dichiarava: «Il Partito democratico non è riuscito a mandare a casa Alemanno e invece riesce a mandare a casa Marino. Questo dovranno spiegarlo ai romani e a tutto il Paese».
E Sel ora punta a riprendere il comando della sinistra romana
«Ignazio Marino può essere un valido interlocutore, specialmente se decide di restare nella politica romana». Paolo Cento ha già archiviato la fine della consiliatura e già guarda oltre. Sel stava...
