Quant’è grave un fatto del genere? «È di una gravità inaudita. Milone è un personaggio fondamentale, che risponde direttamente al Papa. Questa violazione informatica si inserisce appieno nel contesto riguardante quel nuovo corso nelle finanze vaticane che Papa Francesco vuol imprimere nel segno della trasparenza». Qualche mese fa lei ha sostenuto che i corvi ricominciavano a volare sulla Cupola. C’è un filo che collega le due cose? E c’entra qualcosa anche il presunto tumore benigno al cervello del Papa? «Sì. È tutto collegato. Anche la storia del professor Fukushima». Lei lo conosce? «Sì, perché ha operato mia figlia e so benissimo che non ha mai neanche visitato il Papa». E la spaccatura al Sinodo, fa parte di questo puzzle? «Sì, esatto, anche questo. La domanda che dobbiamo porci è: chi sta sabotando la linea di Bergoglio?» Benissimo, poniamocela. «Il nemico principale è in Vaticano, anche perché certamente le nomine che ha fatto il Papa nelle varie sedi vescovili, comprese Roma e Palermo, hanno creato molto sgomento». Lei, ultimamente, cita spesso lo scrittore Dan Brown. Se tutto questo fosse un suo romanzo la colpa sarebbe senz’altro dell’Opus Dei. «Questo lo scriverebbe Dan Brown. Io posso soltanto dire che il prelato dell’Opus Dei non è stato invitato ai lavori sinodali, e questo senz’altro ha fatto rumore». Con questa pressione e queste manovre, quant’è in pericolo il Papa? «Il Papa non è uno che ha paura del pericolo, non ha paura della morte e gode di ottima salute. È un uomo che vive sereno. Anzi, in questo periodo mangia molto tartufo, che gli piace molto. È seguitissimo dalla sua dietologa, Sara Farnetti, che gli suggerisce di stare attento al colesterolo». Verso dove si orienta l’ostilità a Bergoglio? «Senz’altro c’è un dibattito molto forte sulla dottrina, attorno ad alcuni capisaldi che non possono essere mossi. Nel Sinodo, per arrivare ad un compromesso si è dovuto muovere Ratzinger. Che poi questo compromesso della comunione ai divorziati e risposati, non fa altro che riprendere le argomentazioni espresse tanti anni fa dal Cardinal Ballestrero, il quale aveva sostenuto che si potesse dare la comunione ai divorziati purchè non si desse scandalo e si decidesse caso per caso». Però in questo modo si scarica il peso delle scelte sui parroci. «Assolutamente». E quali possono essere gli effetti di tutto questo? «La Chiesa dava delle linee precise, se poi comincia il "tana libera tutti", diventa un problema. Certo è che Bergoglio, con le sue aperture, ha dato una sponda al "tana libera tutti"». Considerando quanto sta avvenendo in Vaticano, che Giubileo sarà? «La forza mediatica del Papa riesce a parare qualsiasi colpo. Bergoglio avrà un grande ritorno d’immagine dal Giubileo. Il problema, semmai, sta in una città che non funziona».
Vaticano-gate, violato il computer del revisore delle Finanze della Chiesa
Lo ha rivelato Luigi Bisignani a "Virus": "Fatto gravissimo, è un altro tassello dell'attacco al Papa"
