Politica

E Alfano finalmente sorride Vince sul contante e sui gay

Come ministro dell’Interno ha vietato la trascrizione dei matrimoni dello stesso sesso

In questa politica dove ogni protagonista è incollato al proprio ritratto politico e ad una resa mediatica sempre uguale, quando si spezza il ritmo ne esce una luce che fende il buio della noia. Così consolano questi ultimi giorni del diario politico di Angelino Alfano. Ormai da quattro anni calamita per gli strali su tutto ciò che non va. Dal Pdl in avanti. Ebbene, ora si è preso un paio di rivincite. Che siano goal della bandiera o meno non ha importanza, hanno spezzato il ritmo. La prima è stata l’innalzamento della soglia sull’utilizzo del contante presente nella Legge di Stabilità. A dire il vero, appena il provvedimento fu approvato nel Consiglio dei Ministri, tutta Ncd plaudì al grande, proprio risultato. Il che stonava, di fronte al fatto che Renzi, la manovra, se la stava giocando tutta in solitaria sui media. Invece, l’inatteso suggello è arrivato niente meno che da Dario Franceschini. Parlando al programma di Giovanni Minoli su Rai 24, il ministro dei Beni Culturali l’altro ieri ha spiegato che a lui i tremila euro di soglia non piacciono, confessando di aver discusso molte volte sul punto con il ministro dell’Interno. Ma poi «ho riconosciuto ad Alfano che questa volta ha vinto lui». E lui, legittimamente, ha alzato al cielo la coppa: «Dario Franceschini dice che ho vinto io e ha ragione: da anni chiedo l’innalzamento del limite all’uso del contante perché credo che uno Stato liberale debba consentire il libero uso del proprio lecito guadagno». Insomma, nessuna pietà per gli sconfitti. E giustamente, per certi versi, visto che finora al governo ben pochi riconoscimenti dal Pd erano giunti per il ruolo avuto da Ncd. Ieri, l’altro goal. Il Consiglio di Stato è intervenuto su una questione che ha tenuto banco nell’ultimo anno: il potere dei prefetti di annullare le trascrizioni nei registri comunali dei matrimoni omosessuali contratti all’estero. Il caso esplose nell’autunno dell’anno scorso, quando il ministro dell’Interno emanò una circolare per chiedere ai prefetti di cancellare le trascrizioni eseguite dai sindaci, considerando che la legge dello Stato prevede come matrimonio soltanto l’istituto riguardante persone di sesso diverso. E ribadendo che spetta al legislatore statale la competenza su tale materia. L’iniziativa di Alfano rovinò il quadretto arcobaleno che molti sindaci qua e là per l’Italia, da Pisapia a Marino, avevano appeso. Al di fuori delle proprie attribuzioni e strumentalizzando nella maniera peggiore la richiesta di riconoscimenti che proveniente dalle coppie omosessuali. Ieri è arrivato il pronunciamento definitivo, che ristabilisce la legittimità del potere prefettizio (nel caso specifico quello di Roma) e ribadisce che, secondo legge italiana, il matrimonio è soltanto quello eterosessuale. Ristabilisce dunque il principio di legge. Per cui appare fuori luogo la character assassination portata avanti da alcuni movimenti di attivismo omosessuale verso il giudice estensore Carlo Deodato reo di definirsi su twitter «cattolico, sposato e padre di due figli» e per questo additato ad una specie di di Torquemada anti gay (tra l’altro, poi, la sentenza è collegiale), Allo stesso modo non ha granchè senso il tentativo di Ncd di incamerare il pronunciamento nella faretra da utilizzare contro la proposta di legge sulle unioni civili. Tuttavia, Alfano ha avuto buon gioco per capitalizzare le argomentazioni del Consiglio di Stato, stigmatizzando in una nota «polemiche, aggressioni talvolta violente e una pioggia di ricorsi» che conseguirono alla sua circolare. «Adesso - prosegue - il Consiglio di Stato mi dà ragione su tutta la linea: i matrimoni tra persone dello stesso non sono previsti dalla legge italiana, pertanto le trascrizioni fatte dai sindaci sono illegittime e la vigilanza è di competenza dei Prefetti. Molto bene». Già, molto bene. Lunedì la certificazione della vittoria sul contante. Ieri il Consiglio di Stato. Due boccate di ossigeno nel momento forse più buio, tra Ncd a rischio smottamento e quel sondaggio di Euromedia Research diffuso venerdì. sulla fiducia dei ministri, che vede il leader Ncd ultimo con un indice del 10.6.

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