Un modo di lavorare conciliando più facilmente impegni professionali e vita familiare. Lo «smart working», il «lavoro agile», ovvero quello fatto da casa, adottato da un numero sempre più significativo di aziende, sta diventando una legge. Il provvedimento è contenuto in un disegno di legge agganciato alla Stabilità. Saranno interessati quei lavoratori dipendenti e quindi non le partite Iva, che svolgono l’attività fuori dai locali aziendali. Ad utilizzare questo meccanismo non sono solo le donne ma secondo una ricerca al 50% anche gli uomini. Lo «smart working» si differenzia dal vecchio telelavoro, che ha avuto scarsa presa nelle aziende ed è stato utlizzato alla fine solo in alternativa al licenziamento o per decentrare prestazioni «povere», perchè punta a far crescere la produttività conciliandola con le motivazioni e la flessibilità del dipendente, impiegato o manager. La soluzione del lavoro da casa è già utilizzato da alcune aziende ma la legge si propone di allargarne la diffusione perché interviene su tutta una serie di materie (diritti, privacy, infortuni e retribuzione) e crea una cornice che lascia spazio ad un approfondimento con la contrattazione collettiva e individuale. All’articolo 1 si dice espressamente che l’obiettivo è «incrementare la produttività e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro». Il che dovrebbe rendere più flessibile l’attività professionale. Al momento questa formula è utilizzata prevalentemente nelle aziende di servizi ma un domani le esperienze contamineranno il manifatturiero posto, ad esempio, che la diffusione delle stampanti 3D comporti una disarticolazione del ciclo produttivo stanziale. La prestazione fuori dai luoghi aziendali può avvenire anche solo un giorno a settimana ed è possibile usare strumenti tecnologici per svolgere il lavoro in remoto. Inoltre non deve esserci necessariamente una postazione fissa fuori dai locali aziendali. Il tutto è volontario e regolato da un accordo scritto tra le parti. L’intesa deve indicare anche le fasce orarie di riposo. Il lavoro agile può essere per un tempo determinato o indeterminato ma si può recedere solo per giusta causa o con un preavviso non inferiore ai 30 giorni. Chi lavora fuori dall’azienda ha gli stessi diritti e la stessa retribuzione dei colleghi in sede. I controlli del datore di lavoro rientrano nell’ambito dell’accordo individuale e sono comunque soggetti alla legge sui controlli a distanza. Gli articoli 6 e 7 regolano la sicurezza e gli infortuni. Grazie a un accordo con l’Inal il disegno di legge copre sia gli infortuni che possono capitare lavorando fuori azienda sia quelli avvenuti durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione al coworking (per esempio). Per far decollare l’applicazione della nuova normativa, saranno riconosciuti anche gli incentivi fiscali e contributivi che la Stabilità prevede per la contrattazione di secondo livello. I contratti collettivi posso integrare le norme di legge. Vodafone Italia è al primo posto tra le aziende che già usano lo smart working : per un giorno a settimana sono stati coinvolti nel 2014 2.300 dipendenti.
Lavorare da casa e con lo stesso stipendio
Arriva un disegno di legge collegato alla manovra. Diritti uguali a chi è in azienda
