Politica

Il governo sostenga all’Onu il riconoscimento del diritto alla conoscenza

di Rita Bernardini

Caro Direttore, informo i tuoi lettori della convocazione del XIV Congresso di Radicali Italiani, dal 29 ottobre al 1° novembre a Chianciano, poiché ritengo fondamentale fare di questo appuntamento un fatto politico, non solo «interno», ma anche di dialogo e confronto con tutte le forze politiche e i cittadini, che sia all’altezza della storia del Partito Radicale che compie, in questi giorni, sessant’anni. Propongo che l’obiettivo prioritario del Congresso sia quello di sostenere all’Onu la battaglia per la transizione verso lo Stato di Diritto attraverso l’affermazione del diritto umano alla conoscenza, contro la ragion di Stato. Indichiamo a noi stessi questa prospettiva mentre siamo al minimo della nostra rappresentanza istituzionale e allo stremo delle possibilità economiche, consapevole del fatto che, se non mi sono scoraggiata fino a mollare, è perché ho vissuto giorno dopo giorno con Marco Pannella che continua a manifestare una forza morale ed intellettuale frutto delle sue convinzioni, quelle che ci hanno portato ad ottenere, proprio all’Onu, la Moratoria delle esecuzioni capitali e la Corte Penale Internazionale. Non è un caso che ci sia recentemente giunto un prestigioso riconoscimento da parte del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, che ha eletto Elisabetta Zamparutti membro italiano del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura. È il tributo ad una storia, quella radicale, la nostra. Sia chiaro: l’obiettivo che propongo al dibattito congressuale di Radicali Italiani è al cento per cento anche italiano. È il Governo italiano che vogliamo convincere a far propria questa campagna assumendone la leadership alle Nazioni Unite, cosicché la candidatura che ha avanzato a membro del Consiglio di Sicurezza abbia il respiro di una strategia politica per il futuro. Per ottenere questo risultato, possiamo contare sul dialogo di Pannella con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che hanno fatto sentire la loro voce alla conferenza del 27 luglio al Senato organizzata da Matteo Angioli sull’”Universalità dei Diritti Umani per la transizione verso lo Stato di Diritto e l’affermazione del Diritto alla Conoscenza”. Ma dobbiamo innanzitutto lottare affinché questa battaglia divenga obiettivo conosciuto, capito e condiviso dai cittadini italiani. Vogliamo però anche uno Stato consapevole di sé, dei suoi limiti e delle ferite inferte allo Stato di diritto e per questo intendiamo predisporre una requisitoria severa e circostanziata sulle sistematiche violazioni dei diritti umani nei settori vitali della giustizia con la sua ignobile appendice carceraria, dell’economia, dell’ambiente, delle libertà civili e politiche con la negazione del diritto dei cittadini italiani di poterci ascoltare attraverso i mass media, portandoci così a percorrere la via delle giurisdizioni nazionali, europee e internazionali per ripristinare in Italia diritto e diritti.

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