Il taglio della Tasi sulla prima casa vale 3,585 miliardi in termini di perdita di gettito annuo complessivo ma si stima che gli immobili cosiddetti di lusso, che continueranno a pagare l'imposta, siano in grado di garantire circa 10 milioni di euro di entrate: la misura complessivamente costa quindi 3,575 miliardi. È quanto si legge nella relazione tecnica che accompagna la legge di Stabilità. Con l'abolizione della Tasi sulla prima casa, la percentuale di famiglie più interessate dallo sgravio saranno quelle dei dirigenti, degli imprenditori e dei pensionati mentre a livello regionale saranno Sardegna, Molise e Nordest i territori più avvantaggiati dall'addio all'imposta sulla prima casa. È una rielaborazione effettuata dall'Ufficio studi della Cgia su dati riferiti all'indagine sui bilanci di oltre 8 mila famiglie realizzata ogni 2 anni dalla Banca d'Italia a fare luce sulle categorie di cittadini più coinvolti dall'annunciato taglio delle tasse. Valutando l'incidenza del titolo di godimento dell'abitazione di residenza sul totale delle famiglie con le stesse caratteristiche, infatti, si legge nel Report, emerge che i dirigenti sono la tipologia familiare che presenta la percentuale di proprietari di prima abitazione più elevata di tutti: 85,3%. Seguono quella degli imprenditori/liberi professionisti con il 76,9 % e quella dei pensionati con 76%. A seguire si si posizionano gli impiegati con il 72,8%, gli autonomi con il 67,9%, i disoccupati con il 49,3% e, infine, gli operai con il 47,5%. Ma prima di dare l'addio definitivo alla Tasi, come ricorda il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo, comunque, gli italiani saranno chiamati a versare la seconda rata del tributo per l'anno in corso entro il prossimo 16 dicembre. Una rata il cui importo medio si aggira attorno ai 100 euro mentre per le seconde case il costo salirà a circa 450 euro. E a proposito di Imu la Cgia sottolinea ancora i casi di proprietari di seconde case ereditate o di affittuari per motivi di lavoro in un'altra regione chiamati comunque a pagare Imu e Tasi . «Sarebbe opportuno che i sindaci fossero in grado di monitorare queste specificità, alleggerendo il carico fiscale per chi si trova in questa situazione», dice Zabeo. A livello nazionale, invece, le famiglie che vivono in una casa di proprietà (sempre al netto dell'usufrutto) sono pari al 71,9% del totale. Le regioni che hanno la percentuale più elevata di famiglie che risiedono in abitazioni di proprietà sono: la Sardegna e il Molise (entrambe con il 77,1%), il Friuli Venezia Giulia (76,8%), le Marche (76,1%) e il Veneto (76%).
Lo stop Tasi favorisce dirigenti e imprenditori
Sono i maggiori proprietari della casa di residenza. A dicembre l'imposta va comunque versata
