Il canone Rai 2016 arriverà con la prima bolletta della luce successiva alla scadenza del pagamento della tassa sulla tv, attualmente fissata al 31 gennaio. È quanto prevede la legge si Stabilità trasmessa al Quirinale che fissa in 100 euro, al netto delle tasse, l'importo dovuto dagli attuali 113,50. Le modalità di pagamento saranno definite però in un decreto del ministero dell’Economia insieme a quello dello Sviluppo economico entro 45 giorni dal via libera alla manovra. Non è esclusa la rateizzazione. Nella Relazione tecnica si legge che «chi non si possiede alcun apparecchio televisivo deve autocertificare all'Agenzia delle entrate competente per territorio». Infine, si prevede che per gli anni dal 2016 al 2018, le eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione rispetto alle somme già iscritte a tale titolo nel bilancio di previsione per l'anno 2016, sono riservate all'erario per essere destinate al fondo per la riduzione della pressione fiscale. Emergono anche altri particolari interessanti. Innanzitutto che le clausole di salvaguardia sono state sterilizzate solo per il 2016 e quindi potrebbero tornare negli anni successivi. Solo nel biennio 2017-2018 la legge di Stabilità prevede maggiorazioni di Iva e accise rispettivamente di 15,1 miliardi di euro e 19,5 miliardi, per complessivi 34,6 miliardi. Il coordinatore degli assessori finanziari in Conferenza Regioni, Massimo garavaglia, fa notare che le entrate tributarie aumentano di 12,1 miliardi. «Nel 2016 salgono a 463 miliardi di euro rispetto ai 451 miliardi di euro del 2015». Nella relazione tecnica emerge che diminuisce la dotazione del Fondo per la riduzione della pressione fiscale di 809.608.622 euro per l'anno 2016, di 413.413.755 euro per l'anno 2017, di 410.985.329 euro per l'anno 2018 e di 387.985.329 a decorrere dall'anno 2019. Nel 2016 le entrate derivanti dalla procedura di emersione volontaria ammontano a 2 miliardi. Ma nella manovra si legge che «se il target non venisse centrato scatterebbero le clausole di salvaguardia». Questo significa che dal primo maggio 2016 le accise potrebbero salire. Si scopre anche che del piano di spending review è rimasto ben poco. Il commissario Cottarelli, presto rispedito a Washington, aveva individuato tagli per 34 miliardi da attuare tra il 2014 e il 2016. Poi il consulente economico di Renzi aveva parlato di 10 miliardi per il 2016. Risultato: nella Stabilità il totale della riduzione di spesa dei ministeri ammonta a 3,1 miliardi nel 2016, 2,49 miliardi nel 2017 e 1,7 nel 2018.
C’è ancora il rischio dell’aumento delle accise
Saliranno se il rientro dei capitali sarà un flop
