Nell’epoca delle geografie politiche variabili, c’è una costante che riannoda i fili. Così il feroce attacco dell’altro ieri scagliato dal 32esimo congresso dell’Anm contro il governo (nella sua relazione, il presidente dei magistrati Rodolfo Sabelli ha sottolineato come sia maggiore l’attenzione verso le intercettazioni che nella lotta alla mafia) ha riportato indietro le lancette agli anni d’oro del berlusconismo. Ieri sera i toni sembravano leggermente più stemperati. Sabelli osservava come, denunciando il giorno prima le strategie di delegittimazione contro la magistratura, in realtà non aveva voluto riferirsi all’esecutivo; il ministro della Giustizia Orlando ha riconosciuto nell’Anm un «interlocutore essenziale» pur ribadendo l’infondatezza delle critiche mosse sulle intercettazioni. Tuttavia non sono mancati, durante la giornata, i toni del duello vero, come ai bei tempi quando, però, l’avversario stava a destra. In mattinata il Guardasigilli aveva invitato l’Anm a non compiere «gli stessi errori fatti in passato dalla politica: pensare che chiunque solleva una critica o chieda un cambiamento debba essere visto come un nemico». E poi metteva il dito nella piaga: «Penso che quei toni e qualche accento acuto siano un tentativo di tenere insieme la magistratura in un momento in cui ci sono scontri significativi al suo interno». Mano più pesante l’aveva avuta, invece, il ministro dell’interno Angelino Alfano: «Credo ci voglia coraggio e una certa faccia per attaccare questo governo. Invece dell’autocritica, per quanto successo a Palermo, arrivano gli attacchi», ha affermato richiamando l’infelicissima vicenda della giudice Silvana Saguto, salita ai disonori delle cronache per un’intercettazione in cui ne dice di tutti i colori sui figli di Borsellino. Dal Pd, inoltre, il vicesegretario Lorenzo Guerini ha bollato come «ingiuste e sbagliate» le critiche mosse da Sabelli venerdì. La presidente della commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti, ha invece definito l’analisi di Sabelli «anacronistica, forse legata a vecchi schemi di contrapposizione tra magistratura e politica con critiche che, a fronte dell’impegno del governo in questa legislatura, appaiono oggettivamente infondate». E può capitare che, in questa legislatura così bizzarra, a mettersi in equilibrio tra due fuochi sia Matteo Salvini. «Chiunque attacchi questo governo di incapaci ha ragione», ha detto il segretario del Carroccio, evidenziando tuttavia che «fa sorridere che l’attacco avvenga dai magistrati, che si delegittimano da soli».
Adesso anche Orlando scarica Sabelli
Il Guardasigilli: le critiche al governo servono a tenere uniti i magistrati. Il presidente dell’Anm fa retromarcia: critiche non riferite all’esecutivo. LEGGI ANCHE Ferri: "Serve un confronto serio" - Pini fi
