Politica

I pm non escludono la legittima difesa

Per i magistrati l’uomo di Vaprio D’Adda potrebbe essere scagionato per l’omicidio

Dopo aver chiuso le indagini «potrebbe darsi che l’accusa nei confronti di Francesco Sicignano diventi legittima difesa oppure che venga scagionato». Lo hanno affermato il procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e il pm Antonio Pastore incontrando i giornalisti per alcune precisazioni sull’indagine in cui il pensionato è accusato di omicidio volontario in relazione alla morte di un giovane albanese durante un tentativo di furto a Vaprio D’Adda. «Certamente - ha detto Nobili - ci sono delle incongruenze che vanno approfondite, ma non possiamo affatto escludere che alla fine tutto abbia una spiegazione che conferma il racconto di Sicignano. Ma in teoria è anche possibile che alla fine le indagini accertino qualcosa di diverso. Quindi abbiamo dovuto ipotizzare anche il reato più grave, come forma di garanzia verso lo stesso indagato». L’ipotesi di omicidio volontario, a quanto si è appreso, viene portata avanti perché permette di svolgere alcune attività (come le intercettazioni) che in caso di contestazioni più lievi non potrebbero essere effettuate. Il fatto che il colpo letale abbia attraversato il ladro dall’alto in basso non significa che il pensionato abbia mentito: «Poteva essere piegato su se stesso - afferma Nobili - oppure il proiettile potrebbe essere stato deviato da un osso». Non si può neanche escludere, spiegano gli inquirenti, che dopo essere stato colpito il giovane albanese abbia potuto camminare per alcuni secondi. Sul caso del pensionato che ha ucciso il ladro albanese a Vaprio D’Adda interviene anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano: «Comprendiamo e ci facciamo carico del bisogno di sicurezza di tutti e in particolare della paura di chi viene aggredito, ma uccidere non è mai una cosa da festeggiare». La vicenda, secondo Alfano, «ci richiede una riflessione sull’istituto giuridico della legittima difesa». Parlando a margine di un convegno a Expo Milano 2015, il ministro dell’Interno tiene comunque a ricordare i «risultati che stanno raggiungendo le forze dell’ordine nel contrasto al crimine». «Il 2014 - spiega ancora il titolare del Viminale Alfano - è stato un anno con pochi omicidi e reati, abbiamo raggiunto buoni risultati sul fronte dei reati con un calo del 10% nei primi sei mesi del 2015 e un 2014 che ne aveva già  fatto registrare uno del 7% sul 2013».

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