«Pare che domenica 8 novembre a Bologna, per la manifestazione organizzata dalla Lega, non ci sarà Berlusconi. Leggo che Forza Italia organizza un’iniziativa la stessa giornata a Firenze. Secondo me sbaglia Berlusconi se ci va. Se vogliamo vedere chi porta più gente in piazza e chi ha più sostegno popolare, io non mi tiro indietro». Usa i toni della sfida Matteo Salvini nel presentare il momento culminante della tre giorni in cui cercherà di «bloccare» l’Italia per dare la spallata al governo Renzi. La notizia che Forza Italia ha scelto proprio la stessa domenica per gli «stati generali» del partito in Toscana e che l’ex premier ha già garantino la sua presenza a Carmignano, tra Prato e Firenze, non l’ha lasciato indifferente. Gli è sembrata uno sgarbo gratuito. E così ha ributtato la palla dall’altra parte del campo. «La nostra manifestazione sarà aperta a tutti e in primis a Forza Italia». E d’altronde, la scelta di non utilizzare per l’occasione simboli di partito, serve proprio per attirare più gente possibile. Ma Berlusconi non sembra intenzionato a tornare indietro sulle proprie decisioni. E non tanto per la necessità di farsi vedere sul territorio per arginare i malcontenti nelle varie regioni o per una questione logistica. I tempi per presenziare a entrambi gli eventi, infatti, tecnicamente ci sarebbero. Perché il comizio di Bologna terminerà nel pomeriggio e la presenza del Cavaliere in Toscana è prevista solo per la cena con gli amministratori locali. Ma Berlusconi non intende in nessun modo fornire un assist gratuito all’alleato per quello che si annuncia un vero e «predellino» di Salvini per accreditarsi la leadership dell’intero centrodestra. Anche perché, rispetto alle ultime settimane, la situazione ha registrato qualche cambiamento. I sondaggi segnalato un leggero arretramento della Lega rispetto a un parziale risveglio dell’elettorato forzista. Quanto basta, però, per rimettere potenzialmente in discussione il ruolo di «federatore» della galassia antirenziana. Berlusconi, piuttosto, sembra più concentrato in questo momento a preparare la sua rentrèe sulla scena internazionale. L’ex premier, infatti, è atteso dopodomani a Madrid per il Congresso del Ppe, il primo appuntamento politico ufficiale all’estero dopo la condanna Mediaset. Il suo intervento è previsto nel pomeriggio. Al suo seguito, oltre al capo delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo Valentino Valentini e tutti gli europarlamentari azzurri, ci saranno il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Antonio Tajani, Deborah Bergamini, vicecapogruppo del Ppe al Consiglio d’Europa e, tra gli altri anche i vicepresidenti di Camera e Senato, Simone Baldelli e Maurizio Gasparri e Anna Grazia Calabria, leader dei giovani azzurri. Sarà anche un modo per tenersi lontano dai guai interni. I rumors in Parlamento segnalano infatti altri tre addii possibili tra le fila azzurre per seguire Denis Verdini. Addii che potrebbero coincidere con il voto della legge di Stabilità. Ma che, in fondo, non preoccupano più di tanto il Cav: «Più se ne vanno i mestieranti della politica, più cresciamo nei sondaggi e più ci sarà spazio per nuovi innesti» è il messaggio affidato ai suoi.
Salvini sfida Berlusconi "Deve venire a Bologna"
Il leader leghista all’attacco "Sarà col suo partito a Firenze? Sta sbagliando"
