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Rapporto Caritas

Povertà: il 14,2% degli italiani non mangia abbastanza

«La povertà intacca il diritto al cibo anche in Italia dove il disagio alimentare è cresciuto più che in tutti gli altri paesi europei. I dati dicono che la crisi ha costretto le famiglie italiane a rinunciare a comprare alimenti più costosi, come la carne. Noi abbiamo proposto il reddito di inclusione sociale. La misura prevede contributi condizionati a formazione e ricerca del lavoro. Costerebbe 1,7 miliardi per il primo anno. In un bilancio dello stato di 850 miliardi, non trovare queste risorse è solo frutto di mancanza di volontà politica». Lo ha detto all’Expo di Milano il vicedirettore di Caritas Italiana, Paolo Beccegato, al convegno «Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy», nel corso del quale è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 «Povertà plurali» in occasione della Giornata internazionale contro la povertà. Secondo i dati Eurostat più di 53 milioni di persone nell’UE non riescono a soddisfare in modo stabile l’esigenza di un pasto adeguato. A fronte di una media europea del 10,5%, in Italia il 14,2% della popolazione non può permettersi una dieta sufficiente, con un incremento record del 130% in 5 anni, il più alto in tutta la Ue. Una situazione allarmante confermata dai 6.273.314 di pasti erogati nel corso del 2014 da 353 mense diocesane, e dai 3.816 centri di distribuzione viveri, promossi da 186 Caritas diocesane. Nei centri d’ascolto Caritas aumentano gli italiani (+4,1%) e aumentano le richieste avanzate da famiglie monogenitoriali.

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