"Uomo solo a comando? Vado avanti come un treno". Matteo Renzi, accompagnato dalla vicesegretaria del Pd e presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, arriva a Udine. E visita la sede della Danieli Spa, azienda leader per la produzione di macchinari e impianti per la lavorazione dei metalli. Si sofferma su alcuni punti, già affrontati nei giorni scorsi, e contenuti nella manovra. Poi risponde agli attacchi di Bersani. In particolare, l'ex segretario Pd aveva rimproverato al premier di prendere in giro gli italiani e di introdurre misure che alla sinistra non convincono. E lui replica: "Il dibattito in questi anni troppo spesso è stato uno scontro tra fazioni, tra componenti di partito, dove ognuna voleva distruggere l'altra. Lo dico da segretario. Ma c'è un momento in cui prima di tutto viene l'Italia e il compito prima di dividersi è trovare il bene comune". "Abbassare le tasse è giusto" Renzi si sofferma sul tema delle tasse. Risponde alla minoranza dem che lo accusa di fare riforme "di destra" e fa sapere: "Abbassare le tasse è di destra o di sinistra? Solo noi siamo capaci di fare queste discussioni. Abbassare le tasse è giusto e basta. Ognuno dice la sua, poi si andrà alle elezioni e con la prossima legge elettorale si saprà chi ha vinto o perso. Ma fino al 2018 anziché parlare di valore ideologico, la questione è che gli italiani hanno pagato troppe tasse". Poi interviene sul problema della burocrazia. "La macchina statale costa troppo. Bisogna continuare a lavorare. La riforma della Pubblica amministrazione è un'ottima legge, ma molto dipende da come la applicheremo". "La scuola italiana funziona meglio di quanto si pensi" "Siamo il paese in Europa in cui nascono meno bambini. Bisogna intervenire sull'occupazione femminile, detrazioni fiscali, asili, bonus a chi acquista case. Con il Jobs Act il numero dei mutui sono schizzati. Ma il vero problema di questi anni non è stata la mancanza di norme. Il vero problema è che si è persa la fiducia per il futuro". L'investimento sulla paternità e la maternità non passa dalle norme, ma dalla nostra capacità di guardare con fiducia al futuro. "O siamo in condizione di investire di più e meglio sulla scuola o perdiamo la possibilità di creacere come Paese". Renzi fa sapere che la scuola italiana è molto meglio di quella che raccontiamo. "Se ci sono ingegneri o architetti che riescono a inventare cose straordinarie prima degli altri è perché la scuola - e il cervello - degli italiani funzionano". "Oggi festeggiamo i 50 anni del personal computer e il primo lo hanno fatto 4 italiani. Basta con il piagnisteo e vittimismo sugli italiani che non sanno fare le cose, sono in condizioni di fare se la scuola li aiuta. Il premier sfida tutte le aziende a considerare la scuola non solo come proprietà di chi ci lavora. La scuola è dei nostri figli, e siccome è dei nostri figli è la cosa importante che un paese ha. Ora la vera scommessa non è buttarci dei soldi, ma l'attenzione della politica. E in questo senso la legge di stabilità stabilisce che i 500 professori più bravi all'estero possono rientrare in Italia grazie a un piccolo gruzzolo sulla ricerca.
Manovra, Renzi: "Abbassare le tasse non è di destra"
Il premier replica alle polemiche della sinistra del Pd dopo il varo della Legge di Stabilità UE «A rischio bocciatura? La faccio uguale»
