Le feste e le sagre finanziate dal Consiglio regionale del Lazio finiscono alla Corte dei conti. Dopo il blitz (fallito) di due giorni fa, in cui sono stati inseriti nella legge che doveva chiudere le piccole agenzie regionali Arp e Ardis due emendamenti per sanare i contributi assegnati dall’ufficio di presidenza ai Comuni, il consigliere Fabrizio Santori ha preparato un dossier inviato ai magistrati contabili. La questione è piuttosto rilevante. L’ufficio di presidenza della Pisana avrebbe sforato di oltre un milione (quasi due secondo Santori) i limiti imposti dalla legge sulla spending review (il decreto 78 del 2010, recepito nel Lazio con la legge 4 del 2013). La Pisana poteva spendere intorno ai 100 mila euro per «rappresentanza» (intesa dalla norma dell’ex ministro Tremonti sia come spese «istituzionali» sia come contributi o patrocini a Comuni e associazioni). Invece è stata molto più «generosa». Ecco perché l’altroieri in assemblea c’è stato l’ultimo tentativo. I due emendamenti presentati speicificavano le «disposizioni interpretative in materia di contributi». Si precisava che «i contributi concessi dall’Ufficio di presidenza (...) non costituiscono spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza». La «fattispecie» di queste spese, aggiunge il secondo emendamento, sarà disciplinata nelle prossime settimane. Un gioco di prestigio per sanare i contributi già versati che, peraltro, hanno poco senso visto che la Pisana è un ente legislativo. Inoltre c’è già l’assessorato al Turismo a finanziare rievocazioni storiche, feste, sagre e convegni. Ora toccherà ai magistrati contabili verificare. Nell’esposto, Santori richiama la determinazione n. 743 del 5 novembre 2013 con cui «venivano impegnati 1.985.500,00 euro per l’esercizio finanziario 2014» per questi contributi. Poi aggiunge: «In seno alla seduta del Consiglio regionale del 15 ottobre u.s. il presidente affermava che con l’emendamento 268 si procederebbe ad un’interpretazione del dettato normativo di cui alla legge regionale 8/97 tesa a correggere un errore contabile, un’anomalia». Una correzione, denuncia Santori, realizzata con «una norma retroattiva» (i due emendamenti). Il consigliere chiede alla Procura di «avviare indagini al fine di accertare, attraverso opportuna attività istruttoria, se sia configurabile un danno erariale, unitamente ad un accertamento circa la congruità dell’operato rispetto al perseguimento degli obiettivi istituzionali posti a capo al Consiglio regionale del Lazio». Nel documento inviato alla Corte dei conti si richiede anche «un intervento urgente (...) affinché possa impedirsi in via preventiva l’adozione di qualsivoglia provvedimento contrario alle regole di buon andamento della pubblica amministrazione e vieppiù lesivo dell’interesse pubblico alla corretta gestione delle risorse pubbliche». Sono pronti a dare battaglia anche i consiglieri del MoVimento 5 Stelle: «Vogliamo che siano ritirati gli emendamenti proposti - spiega la capogruppo Valentina Corrado - perché sono sbagliati sia sul piano formale sia su quello sostanziale. Nel provvedimento in discussione doveva restare soltanto l’abolizione delle due agenzie Ardis e Arp e, comunque, è chiara la volontà dell’ufficio di presidenza di approvare una sanatoria dei contributi già stanziati».
Le sagre finiscono alla Corte dei conti
Esposto sui contributi assegnati dalla Regione Lazio per «rappresentanza» Alla Pisana fallito il blitz per approvare la sanatoria. Due milioni fuori budget LEGGI ANCHE Ecco l’ultimo trucco per pagarle
