Politica

Salvini attacca i pm: "Vogliono colpire la Lega"

L’inchiesta sulla sanità lombarda scuote il Carroccio: "Mirano a nascondere gli scandali di Renzi e Marino"

Il caso delle presunte tangenti nella sanità in Lombardia accende la polemica politica. Mario Mantovani, vicepresidente della Regione finito in manette, rivendica la sua estraneità da San Vittore e si autosospende dalla carica. Nel frattempo, il leader della Lega Matteo Salvini si scaglia contro i pm milanesi: «È in atto uno sputtanamento mediatico per attaccarci, magari per nascondere i problemi del Pd e le cene di Marino e Renzi». E il governatore Roberto Maroni garantisce che «la giunta non è a rischio. Abbiamo visto gli atti e li stiamo analizzando e se verrà confermato quello che abbiamo visto non ci sono tangenti». Intanto, però, l’opposizione ha presentato una mozione di sfiducia. Primo a partire all'attacco dei magistrati era stato Salvini per il quale il «è, né più né meno, che un attacco politico alla Regione meglio governata d’Italia». A fargli eco il capogruppo di FI alla Camera Renato Brunetta: «Dalle prime avvisaglie e dalle prime informazioni sto vedendo che molto probabilmente non serviva la carcerazione preventiva, che si trattava di un’inchiesta datata nel tempo, che la richiesta di arresto aveva un anno di vita e che mi pare non fosse motivata da pericolo di fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del reato». Dopo aver trascorso la sua prima notte in carcere, Mantovani, arrestato per corruzione, concussione e turbativa d'asta assieme al suo stretto collaboratore Giacomo Di Capua e all’ingegnere del Provveditorato Opere Pubbliche per Lombardia e Liguria, Angelo Bianchi, si proclama dunque innocente: solo «segnalazioni», nessuna gara pilotata - spiega - per i servizi di trasporto dei pazienti dializzati. «Mantovani - riferisce l’avvocato, Roberto Lassini - mi ha detto che quell’appalto non c’è nemmeno, era solo una una ristrutturazione del servizio a parte della Asl». L’ex assessore sostiene di essersi limitato a segnalare nelle sedi opportune le lamentele della Croce Azzurra Ticinia che rischiava di perdere la convenzione. Dalle carte dell’inchiesta emerge anche il nome di Silvio Berlusconi. Secondo quanto viene riportato nella richiesta di arresto, Mantovani, su indicazione dell’ex premier, si sarebbe speso per trovare un «posto di lavoro» a Gianpaolo Rossi, marito della parlamentare del Pdl Deborah Bergamini, e a Richard Rizzi, fratello del capogruppo Pdl nel consiglio comunale di Milano, Alan Rizzi. In un’informativa della guardia di finanza vengono citati una serie di «episodi indicativi dell'inclinazione di Mantovani a utilizzare il proprio ruolo pubblico per finalità particolari, per collocare presso strutture pubbliche, o sotto il controllo della mano pubblica, conoscenti di varia estrazione riconducibili alla sua area politica».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.