Politica

Pene più dure per i "dissidenti" della storia

La camera approva l'aggravante della Legge mancino sul negazionismo. Si astengono Lega e Fratelli D'Italia

Nel martedì «trionfante», che ha consegnato al governo l’approvazione del ddl Boschi a palazzo Madama, un altro provvedimento, questa volta alla Camera, è stato approvato nelle stesse ore in seconda lettura: l’introduzione dell’aggravante di negazionismo. Votazione «oscurata» da ciò che è avvenuto in Senato, il ddl che introduce nel codice penale l’aggravante è passato a Montecitorio con 340 sì e un no mentre Lega Nord, Fratelli d’Italia e M5S si sono astenuti. Il testo (che dovrà ora tornare al Senato in terza lettura) - sul quale da tempo si dividono politici e molto criticato dagli storici professionisti per le potenziali ripercussioni sulla libertà di studio e ricerca - non porta una nuova norma ma interviene sulla legge Mancino: l’aggravante, come si legge nel testo, consiste in un aumento di pena quando la propaganda all’odio razziale o il pubblico incitamento alla discriminazione o alla violenza si fondano sulla negazione della Shoah, dei crimini di genocidio e di quelli contro l’umanità e di guerra. Festeggia la maggioranza: «Anche la Camera, dopo il Senato - ha spiegato il relatore del provvedimento Walter Verini - ha scritto una pagina importante, con il voto che punisce con pene esemplari, attraverso una aggravante, coloro che commettono istigazioni all’odio razziale, etnico, religioso, e lo fanno in nome del negazionismo di crimini contro l’umanità, a partire dalla Shoah». Sul capitolo della libertà di ricerca? Verini ha rassicurato: «Colpisce queste condotte senza ledere minimamente la libertà di opinione o di ricerca storica». Scettiche le opposizioni. Per Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, la norma invece rischia di introdurre il reato di opinione «in spregio a tutte le tutele che la nostra Carta costituzionale riconosce proprio alla libertà di opinione, alla libertà di pensiero e a quella, ad esse intimamente connessa, di manifestarli». Quanto alla reale utilità dell’aggravante, anche qui Rampelli ha manifestato perplessità: «Come è stato per la legge Mancino: praticamente inattuata di fronte alla negazione di quei crimini di massa che sono state, purtroppo sovente, oggetto di negazionismo, quali la stessa Shoah, le foibe in Italia, o il genocidio degli armeni nella Turchia di primo ’900».

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