Politica

Anno Santo superprotetto Ecco i team antiterrorismo

In città sei squadre formate ognuna da 4 specialisti Previsti mille agenti. Nel piano la formula 4-4-2

Sei squadre antiterrorismo. Saranno loro gli "angeli custodi" del Giubileo che sta per iniziare a Roma. Ce ne saranno due per ogni turno. Praticamente non "dormiranno" mai. Saranno composte da sottufficiali che hanno partecipato al corso di formazione organizzato nelle settimane scorse alla Scuola di Polizia di Nettuno. Pattuglieranno la città. E all’occorrenza, dovranno essere queste squadre a intervenire per prime, in attesa che arrivino gli specialisti che servono: artificieri, tiratori scelti o appartenenti ad altre specialità. I loro insegnanti sono stati i coordinatori della forze speciali di carabinieri, polizia e Guardia di finanza. La "crema" del pronto intervento che si attiva nei casi sensibili. E il Giubileo è un "caso sensibile". Ormai sul grande evento si è detto molto. Si è parlato di dividere Roma in zone sensibili, di stabilire il grado di pericolosità, assegnando a ognuna un contingente di operatori della sicurezza. Regista di tutta l’operazione sarà il prefetto Franco Gabrielli, che potrà osservare lo scenario della città gremita per l’Anno Santo dalla sala operativa che sarà sovrintesa dal viceprefetto Santoriello (sinora è questo il nome indicato da Palazzo Valentini). Ma nei dettagli il dispositivo deve essere messo a punto dalla Questura, da Nicolò D’Angelo. È lui a stabilire quali sono i numeri necessari a far funzionare il dispositivo di sicurezza a Roma. Le squadre antiterrorismo fanno parte del piccolo esercito che sta per essere arruolato per l’evento. Ma ci sono altre novità che circolano. In questi giorni, al Viminale si è parlato degli uomini necessari a proteggere siti sensibili (Ambasciate, istituzioni, palazzi del potere e altri sedi religiose) e a garantire l’ordine pubblico. Si è discusso del modulo 4-4-2. In pratica, la formula indica il numero degli operatori che potrebbero essere ritenuti necessari alla realizzazione del piano, a seconda della loro appartenenza. E cioè: 400 carabinieri, altrettanti poliziotti e duecento finanzieri. In totale mille divise. Questa nel complesso potrebbe essere la cifra "minima" per blindare la città e far scattare il sistema di sicurezza. All’esame dei vertici dell’Interno c’è anche un altro particolare sul tavolo. Per l’occasione Giubileo, i poliziotti romani potrebbero tornare nella propria città a prestare servizio. Di solito, la richiesta di trasferimento può essere presentata dopo quattro anni di servizio. Ma in questo modo le forze che sarebbero recuperate non basterebbero. Si parla di quasi cento poliziotti che rientrebbero nei ranghi. Quindi si pensa di abbassare la soglia a due anni di "anzianità" presso l’ultima sede di lavoro. E in questo modo la cifra salirebbe, andando a coprire le esigenze di personale che è stato richiesto dal questore D’Angelo ai suoi interlocutori del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Sulla presenza militare le cose cambiano. I numeri delle forze armate che saranno presenti sulle strade della Capitale deve ancora essere deciso. In una recente intervista, il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha parlato di «cinquemila uomini» che saranno trasferiti a Roma dopo la fine dell’Expò di Milano, il 31 ottobre prossimo. Stando al responsabile del Viminale, ci sarà «un mese per trasferire l’apparato predisposto a Milano su Roma secondo un piano che già da lunedì vede il Dipartimento della Pubblica Sicurezza impegnato». Ma la quota di coloro che infine entrerà a far parte del dispositivo che sta per essere disposto negli uffici di palazzo San Vitale non è stato previsto con esattezza. Sembra si tratti di altri mille militari che dovranno sbarcare nella Capitale per la protezione fissa degli obiettivi che sinora sono stati individuati. Ma anche se il Giubileo è alle porte, l’apparato che dovrebbe entrare in funzione pare che non sia stato ben definito.

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