Politica

Miccoli: "Sbagliato far cadere Ignazio, Si è creata una spaccatura profonda"

L'intervista al deputato ed ex segretario romano Pd

Marco Miccoli, deputato del Pd, di cose romane se ne intende; è stato segretario del partito capitolino durante gli anni di Gianni Alemanno, a cui non ha mai fatto sconti, definendolo, in ogni comunicato stampa o intervista: «il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto». Ora sono in molti a pensare che di questo poco invidiabile titolo si sia appropriato e in poco più di due anni, Ignazio Marino.     Miccoli oggi (ieri ndr.) c’è stata una grande manifestazione in favore di Marino in piazza, una petizione, che raccoglie sempre più firme, chiede il ritiro delle dimissioni. C’è una spaccatura a sinistra? «C’è stata una manifestazione di solidarietà a Ignazio Marino fatta da una grossa parte del nostro elettorato e da molti nostri militanti e iscritti. Questo significa che all’interno del nostro partito e del nostro elettorato c’è stata una frattura che forse sarebbe stato meglio evitare. C’è una evidente divisione sul giudizio dell’operato del primo cittadino in questi due anni e mezzo, su come si è arrivati alle dimissioni a causa di una vicenda di scontrini, sulla gestione della giornata di giovedì scorso, con la minaccia di sfiducia e il ritiro degli assessori per costringere Marino ad abbandonare l’incarico. Questo evidentemente non è piaciuto a molti dei nostri e quando ci si divide in questo modo è opportuno anche avviare una riflessione successiva».     Cosa pensa delle dimissioni del sindaco? «Mi ha colpito l’entità dell’attacco subìto da Marino rispetto a un tema, quello degli scontrini, che somiglia molto alla vicenda della Panda rossa e non ho certo visto, rispetto all’altra volta, un atteggiamento di difesa adeguato. Roma è una città in cui abbiamo assistito a scandali giganteschi sotto la giunta Alemanno, in cui hanno ballato milioni di euro e qui invece stiamo parlando di una bottiglia di vino. Questa vera e propria battaglia per costringere alle dimissioni il sindaco non è stata compresa né tantomeno condivisa da tutto il nostro popolo».     Marino può essere ancora una risorsa nel Pd o uscirà? «Non voglio suggerire io a Marino cosa fare, mi auguro certamente che resti nel Pd così come tutti quelli che oggi non condividono la scelta di interrompere il suo mandato. Penso che dobbiamo assolutamente ricucire con lui e con tutta la gente che era in piazza e che lo sta sostenendo in queste ore in tanti modi, perché sono una parte importante della battaglia, durissima, che ci accingiamo a fare durante i prossimi mesi. Non dobbiamo perdere pezzi per strada».     Quindi consiglierebbe a Marino di riporre i famosi quaderni con i nomi? «Non voglio nemmeno commentare questa cosa perché non credo che sia vera. Credo che non ci sia nessuna minaccia da parte di Marino che ha smentito categoricamente».     Si parla di un candidato calato dall’alto senza passare per le primarie. «Noi siamo un partito abituato a discutere di candidature. Già una volta Rutelli venne imposto dall’alto e perdemmo, con le primarie invece che premiarono Marino abbiamo riconquistato il Campidoglio».     Quale dovrebbe essere il vostro percorso da qui al voto? «Intanto penso che dobbiamo riflettere su questa mancanza di condivisione che c’è stata, non può essere questo il metodo per mettere in campo una piattaforma di proposta politica per la città e non può essere questo il metodo con cui poi sceglieremo il candidato sindaco e i candidati all’Assemblea capitolina e ai Municipi. Per prima cosa quindi occorre far tornare una condivisione, ripensare e mettere in discussione il regime commissariale che in questa fase non ha funzionato e avere il coraggio di tornare al nostro metodo di contatto con i territori. La nostra forza è sempre stata il radicamento, il nostro avere le antenne nei municipi, nei territori, nelle periferie».     Preferirebbe votare a maggio/giugno 2016 o, come ha proposto Zanda, terminato il Giubileo? «Adesso il commissario che sarà nominato e il prefetto Gabrielli faranno le opportune valutazioni sulle condizioni della città e decideranno la cosa migliore per Roma. Io personalmente credo però che sarebbe meglio prepararsi alle elezioni il prima possibile».

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