Politica

Chi vince e chi perde la partita di Roma

E se Grillo potesse candidare Alessandro Di Battista forse si potrebbe chiudere qui la partita, ma le regole di Cinquestelle lo impediscono e se dalle loro primarie uscirà il solito improbabile...

E se Grillo potesse candidare Alessandro Di Battista forse si potrebbe chiudere qui la partita, ma le regole di Cinquestelle lo impediscono e se dalle loro primarie uscirà il solito improbabile militante stralunato rischieranno di disperdere questo patrimonio nel confronto duro con gli altri candidati molto agguerriti e già in campo come Alfio Marchini che parte dal 10% e ha saputo creare un profilo credibile e dopo le elezioni è restato in campo con serietà e se riuscirà a non farsi intrappolare dalle logiche di partito potrebbe sfidare i grillini sulla competenza. Anche Giorgia Meloni ha una storia e un radicamento nella città, ma porta il peso di una tradizione in crisi e l’onere di iniziare un percorso nuovo che sia capace di contenerla. È un leader nazionale, è giovane, è donna ed è naturalmente in sintonia con la pancia di una parte di questa città che forse vuole tornare a crederci. Il Pd e la Sinistra devono ancora regolare i conti con Ignazio Marino che potrebbe presentarsi al voto ottenendo risultati sorprendenti anche se non certo in grado di riportarlo in Campidoglio ma sicuramente capaci di affondare il Pd e non solo. Il magistrato Sabella è il primo nome che viene alla mente e pare ci stia pensando e se venisse scelto come commissario potrebbe giocare una partita possibile anche perché ha dimostrato di sapere reggere molto bene la prova con i media e rappresenterebbe un antidoto credibile al verminaio di questi mesi e un disincentivo alla presenza di Marino. Sarà difficile rivedere la coalizione che ha vinto con Marino, inoltre il Pd ha l’ostacolo delle primarie, della minoranza interna e tanti altri problemi. Matteo Renzi sa che su Roma si gioca molto e quindi potrebbe sparigliare, inventarsi un candidato fuori dagli schemi, oppure, alla disperata, cambiare narrazione e giocare su un imbarazzante rinvio magari con una leggina ad hoc. Oltre a ciò la debolezza generale del quadro politico favorisce l’inserimento di outsider di lusso che potrebbero tentare il colpaccio come è successo a Perugia o a Venezia.

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