Quando Marino si è trovato a dover giustificare un suo diritto, ci siamo accorti che non sapeva di essere il sindaco di Roma, e forse pensava di essere sindaco di Tivoli. In queste vicende, in cui tutte le sue difficoltà nascevano da piccole cose è arrivato il momento in cui ha infastidito il «numero uno» che era partito per un viaggio a Cuba e in America, e si è trovato un chierichetto in più. Ma l’amato Papa li aveva già i suoi chierichetti. E s’è spazientito. Ha detto una frase di una violenza senza precedenti: «Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro?».Uno choc. Ha trattato Marino da stalker. Il numero uno l’ha liquidato. Marino è diventato un caso umano, facendo improvvisamente tenerezza, perfino a Marchini; ma non è riuscito a ottenere la misericordia da chi dovrebbe concederla per mestiere. Quando il Papa ha parlato, ho visto la fine di Marino: improvvisamente non era più sindaco di Roma. Ignazio è inadeguato persino alle sue colpe. È veramente un caso umano, e non meritava l'ira del Papa. Colpito da spaesitudine non ha più saputo dov’era. In fondo, la sua inadeguatezza non meritava misure così severe. Forse bastava la «badante» Gabrielli, la battuta più felice che ha pronunciato. Ha poi detto di essere stato cacciato per aver agito in maniera discontinua rispetto alla mafia di Roma. Ma se a cacciarlo è stato il Papa vuole dire che il Papa è lo strumento della mafia. È una ipotesi marinista. Ignazio chiama mafia una banda di delinquenti e di corrotti. Ma Milano non ha chiamato mafia la sua tangentopoli. A Roma si chiama mafia solo per aumentare il discredito della città, abbandonata da Dio e dagli uomini, se il papa si occupa di Marino. Se la mafia a Roma sono i Casamonica allora sì che il loro antagonista è Marino. 350 persone l'anno affittano il carro funebre dei Casamonica. Marino è il Falcone dei Casamonica, che assumono il Papa per eliminarlo. Marino vive in un mondo di fumetti: lui è Paperino e Renzi è Topolino. È tutta una comica. È stato un cartoon. Nulla è stato vero. Abbiamo capito che Ignazio è stato cacciato perché ha combattuto, da solo, la mafia a Roma. Ma la mafia a Roma non c'è.
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Quando Marino si è trovato a dover giustificare un suo diritto, ci siamo accorti che non sapeva di essere il sindaco di Roma, e forse pensava di essere sindaco di Tivoli. In queste vicende, in cui...