«Chi di scontrini ferisce, di scontrini perisce». Sorride Alessandro Di Battista, deputato romano del MoVimento 5 Stelle. «Il Pd ci ha attaccato molto per il nostro modo di rendicontare le spese, che peraltro ha fruttato 14 milioni per le imprese italiane, e ora hanno un sindaco che cade proprio sugli scontrini. È il contrappasso dantesco». Onorevole Di Battista, dopo ore di assedio il sindaco Marino ha gettato la spugna. «Prima ha trattato la resa, poi si è dimesso. Ma chi ha veramente tenuto sotto ostaggio la Capitale non è lui ma il Pd. Il responsabile del disastro è Renzi». Cosa avrebbe dovuto fare il premier? «Avrebbe dovuto puntare alle elezioni anticipate alcuni mesi fa, dopo la seconda ondata di arresti di Mafia Capitale. Invece ha difeso Marino per evitare che il M5S conquistasse il Campidoglio. E ora che il sindaco è diventato indifendibile fa finta di niente. Adesso tutto il Pd cerca di far passare il messaggio che Marino non è uno di loro, scelto da loro. Sono falsi e ipocriti». La vostra battaglia sugli scontrini ha avuto effetti imprevisti... «Se il M5S non avesse fatto una battaglia sui rendiconti, i cittadini non avrebbero mai saputo che Marino ha mentito nei suoi rimborsi. Abbiamo dovuto chiamare i carabinieri il 2 ottobre per avere i documenti, che poi due ore dopo il Comune ha messo on line». Ma non trova strano che il sindaco di Roma abbia fatto passare cene con familiari per impegni istituzionali con ambasciatori o associazioni cattoliche? «Sui documenti, datati 2013, c’è la sua firma. Questa faccenda mi dà l’idea dell’arroganza del potere». Un tempo si diceva che il sindaco non fosse capacissimo ma onesto... «È evidente che il sindaco non è un delinquente ma ha mentito. E comunque Marino è un pesce piccolo, si è fatto utilizzare dal Pd per i suoi squallidi giochi elettorali». Alle elezioni anticipate potrebbe vincere il M5S? «Certo e il Pd ha avuto sempre l’obiettivo di impedirlo perché sa che se governassimo Roma scopriremmo molte cose del passato, dei sindaci di sinistra, oltre che di Alemanno». Dopo Parma, vi toccherebbe un’altra città al collasso... «È il nostro destino. Siamo pronti». I sondaggi vi danno molto alti. «Non li consideriamo, nel bene o nel male. Piuttosto ci dedichiamo alla scrittura del programma. Certo, noto che la città è dalla nostra parte». Lei si candiderebbe? «Per noi è importante il cosa non il chi. Rispetto i cittadini e finirò il mio mandato in Parlamento. Non ho intenzione di candidarmi come sindaco di Roma». E chi sarà il vostro candidato? «Lo sceglieremo, come sempre, tra i nostri iscritti, che sono cittadini. Ora serve proprio un governo di cittadini».
Alessandro Di Battista: "Marino è un pesce piccolo È stato usato da Renzi"
Il deputato del Movimento 5 Stelle: "Non mi candido ma i romani sono con noi"
