Ci vorrebbe un miracolo e magari pure Papa Francesco sta provando a chiederlo. Lassù, in alto. No, non al Campidoglio, che il sindaco Ignazio Marino miracoli non ne fa, tutt’al più viaggi. Ma più su, un miracolo dal cielo. Si, perché quando mancano poco più di due mesi - 61 giorni per l’esattezza - all’inizio del Giubileo, Roma più che in ritardo sui lavori, risulta non pervenuta. Su 31 lavori ne sono partiti 3, meno del 10%, una percentuale, come dire, un po’ scarsa. Come se non bastasse, oltre alla lentezza da pachiderma nell’avvio dei cantieri, la città è sporca, persino a pochi passi dal Vaticano che sarà il cuore della manifestazione giubilare e del viavai dei pellegrini. Se guardiamo poi agli scioperi, beh sembra di essere tornati agli anni Settanta: quattro scioperi al giorno, senza contare che tra proteste e cortei la Capitale si ferma ogni due giorni, uno stop and go che ha inaugurato un calendario di lavoro tutto romano, la settimana cortissima. Ieri pure il Garante degli scioperi, Roberto Alesse ha perso la pazienza ed ha chiesto una legge che dia la possibilità di vietare gli scioperi "in occasione di grandi eventi internazionali". Una tregua da siglare tra Governo e sindacati. Anche qui servirebbe un miracolo. E son due. Nell’attesa, tra proteste, scioperi e cantieri fermi, consoliamoci con un sonetto del poeta Gioachino Belli, "Er lavore": "Nun vojjo lavorà: ccosa ve dole? / Pe sta vita io nun me ce sento nato / Nun vojjo lavorà: mme sò spiegato / o bbisoggna spregacce antre parole?". Addavenì .... il Giubileo .
Per questa città ci vuole solo un miracolo
Ci vorrebbe un miracolo e magari pure Papa Francesco sta provando a chiederlo. Lassù, in alto. No, non al Campidoglio, che il sindaco Ignazio Marino miracoli non ne fa, tutt’al più viaggi. Ma più su,...