Il fascicolo sulla presunta compravendita dei senatori Antonio Razzi e Domenico Scilipoti torna al gip di Roma Gaspare Sturzo. Per la seconda volta la Procura chiede l’archiviazione del fascicolo d’indagine, dopo che a luglio scorso il gip ha bocciato la prima richiesta, chiedendo ai pm di indagare in quanto la vicenda era coincidente con la «compravendita del senatore Sergio De Gregorio», svelata dalla Procura di Napoli. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto capitolino Francesco Caporale, il quale ha disposto anche accertamenti bancari sui conti correnti dei due senatori, passati nel 2010 dall’IdV al Pdl. Tuttavia non sarebbero emerse tracce di corruzioni. L’ipotesi era che i due parlamentari avessero cambiato casacca politica su impulso di Silvio Berlusconi, che così sarebbe riuscito a scansare la sfiducia in Parlamento. L’indagine è stata aperta nel 2013, quando l’ex pm Antonio Di Pietro si presenta alla Procura della Repubblica di Roma. Con sé ha del materiale a suo dire «bollente», da sottoporre ai pm del pool «reati contro la pubblica amministrazione». Stando a quella denuncia – trapelata pochi giorni dopo l’avvio dell’indagine partenopea sul caso De Gregorio – anche i senatori Razzi e Scilipoti sarebbero stati corrotti. Con la presunta promessa di essere rieletti in Parlamento, avrebbero dovuto abbandonare Italia dei Valori per passare al Pdl. Un’operazione che, stando a Di Pietro, sarebbe stata ideata per consentire all’ex presidente del Consiglio, Berlusconi, di non essere sfiduciato nell’inverno del 2010, cosa che nei fatti avvenne. Così, la Procura di Roma apre un’indagine, formalmente iscritta a modello 45, ossia la cosiddetta inchiesta «conoscitiva», quella che non contempla né indagati né ipotesi di reato. Gli accertamenti investigativi successivi, però, non avrebbero portato a risultati utili a formulare un’accusa, al punto che la stessa Procura ha chiesto al gip Sturzo di archiviare il caso. Tuttavia il gip ha respinto l’istanza. Secondo la sua interpretazione, infatti, il caso dei senatori Razzi e Scilipoti sarebbe simile alla vicenda De Gregorio. In particolare, nella parte relativa all’interpretazione del reato di corruzione ipotizzato dalla Procura di Napoli e confermato dalla Cassazione. Gli atti, così, sono tornati ai pm che, però, dopo ulteriori accertamenti, hanno nuovamente chiesto l’archiviazione del fascicolo.
Per i pm Razzi e Scilipoti non furono corrotti dal Cav
Per la seconda volta la Procura di Roma chiede l’archiviazione
