Politica

Riforma Senato, c'è l'accordo

Trovata l'intesa sull'articolo 21. Opposizioni divise sulla lettera di protesta a Mattarella

"Ritiriamo gli emendamenti all'articolo 21 e invitiamo le opposizioni a non farli propri". L'annuncio è di Miguel Gotor, esponente della minoranza Pd. Questo l'ultimo atto che segna la nuova giornata dedicata dal Senato all'esame delle riforme costituzionali. L'altra novità è che è durato meno di 24 ore il fronte comune delle opposizioni contro il ddl. Sommando i due elementi, il risultato è che l'iter si semplifica non poco, anche se in presenza di risultati altalenanti in occasione delle singole votazioni a scrutinio segreto. Nelle riunioni di ciascun gruppo delle forze di minoranza, infatti, non si è trovata un'intesa unitaria su come portare avanti la protesta contro "l'arroganza" della maggioranza e "l'impossibilità" a un confronto serio nel merito della riforma. Ad incrinare l'asse, viene spiegato, il voto di Forza Italia con la maggioranza sull'emendamento della minoranza Pd. La frattura si consuma del tutto quando FI annuncia, in olimpica solitudine, che invierà a Sergio Mattarella una lettera per spiegare il proprio malumore per come è stato gestito l'attuale passaggi parlamentare. Lettera che per ora non risulta pervenuta comunque al Quirinale. Quanto a Sel, viene spiegato, non sono state ancora decise le prossime mosse. Sembra tuttavia sfumare, almeno al momento, l'ipotesi di un Aventino delle opposizioni sul voto finale al ddl riforme. "La stessa Forza Italia - conclude Romani - deciderà in una nuova riunione che si terrà nei prossimi giorni".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.