Politica

Il Papa: "Il matrimonio non è in discussione"

L’Ostia ai divorziati non "cannibalizzi" altri temi La Chiesa non escluda, abbracci le nuove realtà

Nel secondo giorno dei lavori l’assemblea generale del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia è entrata nel nocciolo delle questioni. Il cardinal George Alencherry, presidente del sinodo della Chiesa siro-malabarese (India), nell’omelia della Messa che ha aperto la giornata ha subito affrontato la questione del celibato. Portando l’esempio del profeta Geremia, «gli fu chiesto di non prendere moglie - ha detto - ha dovuto fare esperienza di solitudine, così come fece Gesù» il prelato ha ribadito che «i pastori della Chiesa oggi sono chiamati ad assumere sulle proprie vite un ruolo di sofferenza simile a quella di Geremia». Ma è stato soprattutto l’intervento di Papa Francesco in apertura dei lavori, come ha riferito poi padre Federico Lombardi, a incanalare il Sinodo sulla giusta strada. «La dottrina cattolica sul matrimonio non è in discussione e non è messa in discussione in questo Sinodo sulla famiglia» ha detto Bergoglio esortando i padri sinodali a «non lasciarsi condizionare e a non ridurre l'orizzonte di questo Sinodo, come se l'unico problema fosse il tema della comunione ai divorziati risposati» anzi invitandoli caldamente a «tenere presente l'ampiezza dei lavori del Sinodo sulla famiglia». In pratica per il Santo Padre il problema dell’ostia ai divorziati risposati non «deve "cannibalizzare" altri temi» e «condizionare o ridurre il lavoro sinodale». Nell’omelia della messa mattutina a Santa Marta Francesco aveva espresso contrarietà nei confronti della rigidità. «Dove c’è la rigidità, ci sono i suoi ministri, c’è la testardaggine che sfida la missione e la misericordia di Dio». Francesco a ricordato che «anche Gesù ha vissuto questo dramma, con i dottori della legge che non capivano perchè lui non lasciò lapidare la donna adultera e andava a cena con i peccatori. Loro non capivano la sua misericordia ma - ha concluso il Pontefice - dove c'è Dio c'è la misericordia». Padre Lombardi, portavoce del Vaticano ha sottolineato dunque che «i documenti da ritenere ufficiali nel Sinodo sono tre: i discorsi di Papa Francesco, in apertura e in chiusura e la Relatio Synodi con la successiva integrazione dei contributi che hanno consentito di redarre l'Instrumentum Laboris, documento approvato dal Consiglio del Sinodo alla presenza del Papa» proprio in riferimento delle parole dell'intervento di Bergoglio all'inizio della terza Congregazione generale. Il Papa, ha continuato Lombardi, ha fatto anche notare che il Sinodo «è da vivere in continuità con quello straordinario dell'anno scorso». In pratica la comunione ai divorziati risposati resta «un discorso ancora aperto» anzi ha sottolineato Francesco nel suo breve intervento «la visione rimane aperta pastoralmente». «La Chiesa deve rinnovare il proprio linguaggio. Non deve escludere ma abbracciare nuove realtà». È uno dei temi presenti al Sinodo dei vescovi. La Chiesa, dunque, ha bisogno di un linguaggio che deve essere rinnovato «un linguaggio di misericordia». Anche nei confronti degli omosessuali la Chiesa deve «rinnovare il suo linguaggio. Non pietà ma rispetto delle persone», «non sono out-sider ma fanno parte della famiglia». Comunque tanti i temi affrontati nei primi incontri del Sinodo. Tra questi «la violenza domestica», la violenza sulle donne anche all'interno del matrimonio. Lo ha sempre detto padre Federico Lombardi nel briefing sui lavori sinodali. «Diversi interventi - ha detto - hanno messo in rilievo le differenti realtà del mondo» e tra i temi toccati anche «l'immigrazione», rifugiati, «come la famiglia ha agito nelle persecuzioni» e ancora: il «problema dei non battezzati», il lavoro minorile, la poligamia. La Chiesa non si chiuda ma esca, così aveva detto Francesco durante il suo viaggio in Sudamerica. Un altro tema scottante del Sinodo della famiglia è proprio la necessità di accogliere le persone nella loro esistenza concreta. Insomma bisogna «far riflettere sulla necessità per i pastori di trovare ogni mezzo per aiutare chi ha sperimentato il fallimento nella famiglia». A scriverlo è l'Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede.«Così si avrà la possibilità di riformulare in modo realistico la propria strada verso la piena comunione con la Chiesa». Peché il compito del pastore «non è quello di escludere le pecore, ma di integrarle». Per l'Osservatore Romano, «è dunque necessario immaginare itinerari di integrazione e di riconciliazione per quanti vivono in situazioni familiari ferite o irregolari. Questi percorsi richiedono un discernimento spirituale sotto la guida del vescovo». Nei lavori di ieri mattina al Sinodo, sono stati 72 gli interventi, ha fatto sapere padre Lombardi. Gli interventi, ha precisato, sono stati «rappresentativi di tutti i continenti». Tra gli interventi dei padri, 10 dall'America Latina, 7 dall'America settentrionale, 26 dall'Europa (compresa l'Italia), 12 dall'Africa, 8 dall'Asia e Oceania, 6 dal Medio Oriente. La maggior parte degli interventi, ha proseguito padre Lombardi, sono stati fatti in italiano e inglese. Le lingue comunque usate anche francese, spagnolo, tedesco e portoghese.

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