Politica

Roma, Metro A e B chiuse per lavori un weekend ogni 15 giorni

Le linee necessitano di un restyling prima del Giubileo. Il governo deve sbloccare 30 milioni dal patto di stabilità

Metropolitane chiuse alle 21.30 nei giorni feriali e per 48 ore a weekend alternati. Fino a metà dicembre. E’ questo lo scenario che aspetta gli utenti del trasporto pubblico capitolino se il Campidoglio riuscirà ad ottenere dal Governo lo sblocco di 30 milioni di euro per le manutenzione delle due linee metro. Altrimenti «dovremo affidarci alla fortuna». In entrambi i casi, sarà un inferno. La conferma è arrivata ieri dall’assessore alla Mobilità, Stefano Esposito, che ha chiesto «sacrifici anche ai cittadini romani», perché «come dice lo slogan: stiamo lavorando per voi». La metro A e la metro B, infatti, necessitano di profonde riparazioni agli armamenti (i binari), all’impianto elettrico e, soprattutto, ai sistemi di segnalamento. Proprio per questi motivi potrebbe non essere sufficiente la chiusura notturna: serviranno anche due giorni pieni, un weekend ogni 15 giorni, per completare gli interventi. Ovviamente, come detto, il Governo non si è ancora espresso su nulla. Ne’ sullo sblocco di ulteriori 30 milioni dal patto di stabilità (come per i cantieri stradali, si tratta di soldi del Comune e non di erogazioni extra di Palazzo Chigi), ne’ sulla possibilità di nominare un commissario per gestirli. A differenza degli altri cantieri, infatti, questi fondi andrebbero ad Atac, che potrebbe spenderli in maniera autonoma. Così l’assessore, nel tentativo da un lato di fare presto (mancano 2 mesi esatti al Giubileo) e dall’altro di mantenere i criteri di trasparenza, ha chiesto al premier Matteo Renzi un commissario con poteri speciali. Una proposta apprezzata dall’assessore ai Lavori Pubblici, con delega al Giubileo, Maurizio Pucci: «E’ l’unica soluzione». Da Palazzo Chigi dovrebbe arrivare una risposta tra oggi e domani. Nel totonomi è finito anche l'ex assessore Guido Improta, andato via dal Campidoglio qualche mese fa sbattendo la porta ed oggi nominato segretario generale dell'Autorità di regolazione dei trasporti. Nella maggioranza in Campidoglio c'è però chi non digerisce il modus operandi di Esposito. Intanto, l'ipotetica figura di commissario divide il Partito democratico. C'è chi come Stefano Pedica pensa che «complicherebbe tutto»: «Dispiace che ancora si parli di commissario per chi deve controllare gli appalti - spiega - spero che Orfini dica che di persone che possono controllare i lavori già ci sono, Sabella e Cantone». Ad appoggiare Esposito, la deputata renziana Lorenza Bonaccorsi: «Una scelta di buon senso per la situazione disastrosa di alcune linee della metro capitolina e dell'imminente Giubileo che porterà in città milioni di pellegrini».

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