Politica

D’Anna: "In tante elette grazie al sesso"

Il portavoce del gruppo Ala torna all’attacco e lancia sospetti sulle colleghe: "Erano collaboratrici, sono diventate onorevoli" LEGGI ANCHE Alla fine anche in politica trionfa l'amore

Vincenzo D’Anna torna all’attacco. Dopo essersi beccato cinque giorni di sospensione per per aver rivolto gesti osceni, insieme al collega Lucio Barani, all’indirizzo delle colleghe del MoVimento 5 Stelle, il senatore e portavoce nazionale del gruppo Alleanza Liberalpopolare di Denis Verdini svela nuovi retroscena sulla presenza delle donne in Parlamento. Non tutte, per carità. Ma su alcune D’Anna non ha dubbi: lo scranno lo devono non alla loro bravura, ma al legame sentimentale col potente di turno, con chi era in grado di determinare la compilazione delle liste del Porcellum. Nel corso dell’ultima puntata di KlausCondicio il senatore di Ala è categorico nell’affermare che «sia nel centrodestra che nel centrosinistra trovo strano che molte collaboratrici parlamentari siano diventate anch’esse parlamentari». D’Anna nomi non ne fa «perché non è corretto e non è giusto farli», però dice chiaramente che queste signore, assunte dai parlamentari ed entrate in seguito anche loro alla Camera e al Senato, abbiano conseguito il titolo di onorevoli «non sempre per capacità». Com’è possibile? Perché, spiega il portavoce del gruppo verdiniani, «molte volte c’è anche l’amore, c’è un legame sentimentale che induce questi soggetti (cioè gli uomini forti dei partiti ndr.), che all’epoca e forse ancora oggi ne hanno la possibilità, a scegliere quando è il momento (ossia al momento della compilazione delle liste elettorali ndr.) le persone che sono a loro più care o più vicine». Guai però a pensare al gossip o a squallide prestazioni occasionali finalizzate a garantirsi l’elezione. D’Anna, infatti, spiega: «Non intendo il sesso episodico, bensì rapporti consolidati nel tempo che hanno legato delle persone ai rispettivi compagni e che poi sono diventate parlamentari». Il portavoce di Ala, del resto, la vita la conosce bene e, vivendo, spiega: «Ho imparato due cose, i filosofi muoiono di fame e molto spesso la macchina del mondo cammina con i soldi e con il sesso». Nel frattempo, D’Anna non prende bene la «squalifica» per cinque giornate e torna ad attaccare la senatrice grillina Barbara Lezzi: «La prima a fare un gestaccio è proprio lei che ora si atteggia a vergine e a martire. Noi stavamo ascoltando il senatore Falanga che parlava, mentre il gruppo 5 stelle faceva intemperanze e boccacce, in primis a comportarsi così era proprio la senatrice Lezzi. Ecco qual è la dinamica, non è che Barani è psicopatico. Io ho solo indicato la Lezzi con il dito dicendo che aveva fatto un gestaccio». E a Luigi Di Maio che aveva invocato una pena esemplare contro Barani e D’Anna, il portavoce di Ala risponde: «Ignazio Silone affermava che la democrazia è quella cosa che ha consentito a molte galline di spiccare il volo e quindi può succedere, come già accaduto, che un nullafacente come Luigi Di Maio, grazie al turpiloquio di Beppe Grillo che è l’elemento distintivo del M5S, assurgesse, dalla sera alla mattina, alla carica di vicepresidente della Camera dei deputati lui che, in precedenza, non era riusciro neanche a farsi eleggere consigliere comunale a Pomigliano d’Arco. A Di Maio interessa solo che la sanzione venga irrogata, comunque sia, affinché noi non si possa votare in favore del governo Renzi». Quanto al presidente del Senato Pietro Grasso, che parla di «fatti di inaccettabile gravità», D’Anna minaccia: «Grasso è come Ponzio Pilato, un incapace tutto chiacchiere e distintivo. La prima mosca che vola in Aula e che va contro gli scateniamo una gazzarra che non ha idea».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.