Politica

Verdini canta e (s)fotte: «La maggioranza sai è come il vento...»

Il leader di Ala intervistato da Maria Latella su Sky. Renzi dall'Annunziata su Rai£ lo ringrazia: «Chi vota per le riforme aiuta l'Italia» VIDEO

«O bucaiola tu mi tradisci, mi dici vengo e invece tu...». Chissà se Denis Verdini, leader di Ala, e Luca Lotti, il Richelieu (non cardinale) di Matteo Renzi, quando si sentono al telefono canticchiano il ritornello del Conte Lello Mascetti e dei suoi compagni di zingarate in «Amici miei», per canzonare la minoranza Dem del Pd, sulla riforma del Senato pronta a molto ma incerta a tutto. Di certo, come ha intonato ieri Denis Verdini, ospite da Maria Latella, ne «L'intervista» su Sky Tg24, nel pomeriggio domenicale italiano, lo spirito comune della «fiorentinità» li porta a scanzonare, sul ritornello de «La lontananza» di Domenico Modugno, «la maggioranza sai è come il vento che rischia di finire in Migliavacca (ndr, senatore Pd, minoranza Dem), quando Gotor (ndr, altro senatore Pd, area minoranza Dem) si sveglia e poi s'inc...». La politica del vorrei ma non posso. Verdini non voleva cantare ma alla fine ha gorgheggiato, dopo aver detto alla Latella che Berlusconi si sarebbe arrabbiato nel sentirlo cantare, da chansonnier amante di Charles Trenet quale è. Di francese però nella giornata televisiva di ieri della strana coppia, Denis Verdini e Matteo Renzi - in scena televisiva pure lui, su Rai 3 dalla Lucia Annunziata - con Luca Lotti terzo, presente in spirito, non c'era nulla di francese ma c'era semmai molto di toscano. Con una crudezza sospesa tra le letture di Machiavelli (che Denis adora e sfoglia giornalmente, ancora in attesa del Principe) e il quel che poteva esser e non è stato in Forza Italia, Verdini ha snocciolato alla Latella la propria indispensabilità per il Governo, visti i numeri parlamentari usciti dalle elezioni del 2013. E mentre il «granduca» (come lo chiamano scherzosamente gli amici fiorentini) Verdini ragionava su Sky, Renzi su Rai 3 - alla faccia della minoranza Dem - spiegava a proposito dei voti dei verdiniani per la fine del bicameralismo perfetto che «chi vota le riforme aiuta l'Italia». Perché, come ha scritto Curzio Malaparte in «Maledetti toscani», «il solo, fra tutti i popoli, italiani e stranieri, che abbia con l'inferno continui e familiari rapporti, sono i toscani». O, volendo restar nelle canzoni, per la gioia di Renzi, Lotti e Verdini, è l'eterno ritornello del cappello di Firenze, canzone birichina di Odardo Spadaro: «Il cappello di paglia di Firenze / è proprio adatto per tutte le evenienze / Per parlarsi, per amarsi, per baciarsi impunemente / sotto il naso della gente. Perciò la serie delle confidenze / finisce col bacione di Firenze». La maggioranza sai...

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