Ma negli ambienti d’Oltretevere conoscono bene il teologo approdato ai tempi di Ratzinger con il patrocinio di monsignir Zimosky,prefetto della congregazione per i sanitari. In troppi sapevano che dietro questa sua "pazzia", ci potrebbe essere dell’altro, una sorta di spirito di ribellione verso figure, a cominciare quella del cardinale Gerhard Muller, Prefetto per la Dottrina della Fede, che mal sopportavano il protagonismo di Charamsa.Si cercherà di capire perché lo stavano per fare vescovo ed inizierà una caccia alle streghe per capire la rete delle sue relazioni con personaggi di grande autorevolezza che vanno da don Dario Viganò a Guido Pozzo il più lefebriano dei Vescovi di Curia. Sembrano passati davvero secoli da quando Giovanni Paolo II celebrava ed esaltava la famiglia esclusivamente fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e su questo assioma mobilitava i giovani di tutto il mondo. L’atteggiamento dell’attuale Papa che invece in qualche modo favorisce l’outing, provoca mille contraddizioni all’interno della Chiesa stessa che si premura di rimuovere immediatamente da ogni incarico chi lo ha fatto. E qui torna prepotente una delle prime grandi uscite di Bergoglio, che è stata una vera sassata per il mondo cattolico: «Chi sono io per giudicare?». A seguire i suoi ragionamenti verrebbe da dire: Un uomo solo. Chi si fa prete è chiamato alla vocazione, mai costretto a farlo,accetta volontariamente il voto di castità, di obbedienza e povertà, proprio perché il suo sposo è Dio e non la sua compagna o, presto sarà anche così, il suo compagno. Non è quindi quello di monsignor Krzysztof Charamsa né il primo né l’ultimo caso. C’è già chi è pronto a rivelare i nomi dei preti omosessuali, ma anche eterosessuali. Vedremo se la collegialità del Sinodo per la famiglia riuscirà a mettere un po’ di ordine, o se questo "tana libera tutti" non finirà per minare le fondamenta della dottrina. Auguriamocelo, e speriamo che questo Papa, a cui tutti guardiamo con fiducia, possa riallacciare tanti fili che sembrano spezzarsi.
Segue dalla prima
Papa Bergoglio e l’icona gay