Era il 14 luglio del 2005. Nel salone Angiolillo di Palazzo Wedekind scoppiava ufficialmente «l’amore» tra Silvio Berlusconi e l’Udc. E, nell’ambito di un convegno organizzato dal «comitato di Todi», si ponevano le basi per un partito unico del centrodestra. A guardare dove si trovano oggi il Cavaliere, Pier Ferdinando Casini e Marco Follini sembra passato un secolo. Anche se in realtà, quel giorno, il vero «evento» politico si svolse altrove. Per la precisione a piazza di Pietra. Ad un tavolo abbastanza isolato del Gran caffè La Caffettiera . È lì che i «colonnelli» di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa, Altero Matteoli e Maurizio Gasparri, furono «intercettati» da Il Tempo mentre, tra un caffé e un tramezzino, decidevano le strategie future. Non solo qualche nome da inserire nelle caselle vuote dell’organigramma. Ma un vero e proprio «processo» a Gianfranco Fini. Con più di una frase che, letta il giorno dopo, scatenò l’ira funesta del leader (su tutte quella in cui si parlava di un Fini «malato» e, proprio per questo, «incapace di condurre le trattative con gli alleati»). La fine di quella vicenda è nota. Fini chiese e ottenne le scuse pubbliche dei tre. Poi avviò una vera e propria riorganizzazione interna al partito. Gli anni passarono. Alleanza Nazionale confluì nel Pdl da cui l’ex pupillo di Giorgio Almirante fu «cacciato». Oggi Gasparri e Matteoli sono senatori di Forza Italia, Ignazio La Russa ha avviato con Giorgia Meloni l’avventura di Fratelli d’Italia (di cui è deputato). Gianfranco Fini è fuori dal Parlamento. Insomma, le loro strade, in un modo o nell’altro, si sono divise. Ma ora che Gasparri parla di Ciampini e delle microspie presenti all’interno del bar di piazza San Lorenzo in Lucina, è impossibile non ricordarsi di quella conversazione «intercettata» 10 anni fa a La Caffettiera.
Quando Il Tempo intercettò i colonnelli di An
Anche i tavolini del locale di piazza di Pietra "protagonisti" di incontri segreti
