«Vorrei che ci si concentrasse di più sui problemi della città che sul costo del taxi del sindaco a New York». Il vicesindaco Marco Causi chiarisce subito il suo pensiero sul viaggio e sulle spese di Marino negli Usa: «Si è creata una discussione eccessiva». Il braccio destro del sindaco, a due mesi dal Giubileo, non ha tempo di pensare a queste cose: «Mi appassiona di più parlare di trasporti, di pulizia, dei poteri che mancano a Roma Capitale per gestire una città così grande, di come si fa un piano a medio termine per le infrastrutture di Roma. Insomma, di come far rialzare la testa a questa città». Il sindaco, però, ha chiarito il giallo dell’invito a Philadelphia e le spese all’estero solo su pressione della stampa. Non poteva farlo prima? «Io invito tutti i romani e le romane a evitare un eccesso di provincialismo. Il sindaco e i rappresentanti di una città come Roma hanno il dovere di coltivare relazioni internazionali. Ho rispetto i Cinque Stelle ma evitiamo polemiche sugli scontrini». Però, sempre dagli scontrini, emerge come il sindaco abbia speso 1.400 euro in 7 cene con i giornalisti. Eppure disse che lui con i giornali ci incarta il pesce... «Non intendo sindacare su come Ignazio Marino tiene i rapporti con la stampa. Non è mia competenza né mio costume. Io posso dire che per un amministratore pubblico parlare con i giornalisti non solo è bene ma è un dovere. Non bisogna avere paura di parlarci perché è l’unico modo per chiarire le questioni e informare la cittadinanza». Parliamo di trasporti. Sugli scioperi non si è superato il limite? «La sofferenza nel comparto è vera. I primi a pagarne i costi sono i cittadini, ma anche i lavoratori. Sullo sciopero di venerdì, il prefetto Gabrielli aveva convinto tutte le sigle sindacali a rinunciare. Ne è rimasta solo una piccola e marginale. L’adesione allo sciopero non è stata elevata ma manifesta un segnale di difficoltà dei lavoratori. Chiedo a tutti responsabilità, anche all’interno di norme più rigide». I bus si rompono e la metro si ferma di continuo. Come accoglierete i pellegrini? «Si deve chiedere ai lavoratori e all’azienda un salto di efficienza. Ma si devono anche dare risorse per la manutenzione dei mezzi. In assestamento di bilancio il Comune ha messo 58 milioni. Altri 12 milioni stanno nel pacchetto del Giubileo. Ma abbiamo già chiesto al Governo di ampliare le risorse, come intervento su un punto di emergenza ordinario della città. L’apporto di finanza del Governo è fondamentale». Il dg dimissionario Micheli ha detto che l’Atac è ostaggio di lobby politiche. «Se Micheli, che è entrato in Atac solo pochi mesi fa, ci restituisce questa sensazione, è nostro dovere sradicare queste lobby». Per il presidente dell’Ama Fortini, la città è sporca per colpa dei romani. Non è che invece non viene pulita? «Sono due cose che si tengono l’una con l’altra. Per tanti anni si buttava tutto a Malagrotta. Ora non è più così. Ci sono doveri civici da rispettare a fronte dei quali Ama deve offrire un servizio migliore. In tema di pulizia l’insoddisfazione è elevatissima. Ci sarà un monitoraggio di nove mesi. Poi si valuterà se affidare pulizia e spazzamento a soggetti diversi da Ama». Monsignor Fisichella ha chiesto di eliminare l’abusivismo intorno a San Pietro per il Giubileo. Non siamo in ritardo? «Su questo punto non si può certo imputare lassismo alla giunta Marino. Basti pensare alle iniziative sui camion bar davanti al Colosseo e sul decoro urbano intorno a piazza Navona. Sul contrasto all’abusivismo commerciale nei prossimi giorni si svolgerà un comitato pubblico per l’ordine e la sicurezza. Sul decoro però voglio lanciare un allarme. A Roma arriveranno circa tre milioni di persone. Popolazione e spese raddoppieranno. E il Governo non ha ancora cominciato il lavoro per capire dove trovare i fondi necessari». Quante opere saranno concluse entro l’8 dicembre? «Tutte quelle programmate nell’ambito dei 50 milioni finanziati ad agosto. Poi ci sono opere più complesse che andranno a chiudersi nei primi mesi del 2016, come il rifacimento di via Nazionale e di alcune aree intorno al Vaticano». Come amministratore di Roma non si sente commissariato dal prefetto Gabrielli? «I poteri di Gabrielli per il Giubileo sono uguali a quelli del prefetto di Milano per l’Expo. Poi c’è l’attività vigilanza ispettiva che il prefetto sta esercitando nell’ambito della vicenda che nasce dall’inchiesta Mondo di Mezzo. Collaborazione che va di pari passo con la riorganizzazione che sta mettendo in atto la giunta: piano anticorruzione di Sabella, nuovo segretario generale, rotazione dei dirigenti, protocollo con l’Anac e, a breve, la nomina del nuovo direttore generale». Dopo il Giubileo Renzi staccherà la spina a Marino? «Il premier ha detto "basta con queste discussioni". Dobbiamo lavorare per risolvere i tanti problemi. Ora, mi scusi, devo andare all’inaugurazione di Santa Cecilia. E per fugare qualsiasi dubbio le chiarisco subito che vado con la mia auto privata».
Marco Causi: "I viaggi e le cene di Ignazio? Evitiamo di essere provinciali"
Parla il vicesindaco di Roma
