Gli scontrini delle spese di Ignazio Marino finiranno domani sul tavolo dei pm contabili. Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio, ha annunciato che presenterà un esposto alla Corte dei conti corredato da tutta la rendicontazione di viaggi, ristoranti e hotel che il sindaco si è fatto rimborsare dal Campidoglio. «Le spese di rappresentanza sono troppo spesso finalizzate ai rapporti personali, piuttosto che alla promozione della città - osserva Onorato - Com’è possibile che il sindaco moralista, che dichiarava di essere attentissimo a far risparmiare il Comune, si faccia pagare dai contribuenti romani cene ad aragoste e champagne?». «Perché a Firenze ha pagato con la carta comunale un banchetto con giornalisti di testate locali fiorentine? - si domanda il consigliere capitolino - Perché far pagare ai cittadini cene con chirurghi stranieri che partecipavano a un convegno sul traffico di organi per i trapianti, visto che il Comune non si occupa di sanità? Perché offrire cene innaffiate di champagne a deputati e senatori che già ricevono super stipendi dai contribuenti? Non li poteva vedere in Campidoglio?». Come ha anticipato Il Tempo nell’edizione di venerdì, sono discutibili tante delle spese che il sindaco ha fatto dal suo insediamento a oggi. A cominciare proprio dai pranzi e le cene offerte «per motivi istituzionali» a svariati ospiti: giornalisti, parlamentari e sottosegretari, chirughi, «illustri scienziati», dirigenti di ospedali romani, non meglio precisati rappresentanti del mondo dello sport, del cinema, del commercio. I due ristoranti di Roma prediletti dal primo cittadino si trovano entrambi a pochi passi dal Pantheon. I titolari confermano: «Marino è di casa qui». Quando ha voglia di mangiare specialità della cucina romana, la scelta ricade quasi sempre sul ristorante «Archimede Sant’Eustachio»; mentre se preferisce gustare il pesce si reca al ristorante «Sapore di mare», entrambi vicino a casa sua. Nel primo caso i piatti più gettonati dal sindaco sono filetto, carbonara, carciofi alla giudia e non manca il buon vino: con un senatore e un suo accompagnatore lo scorso 6 marzo Marino ha speso 160 euro per due bottiglie di Amarone. «Qui veniva anche prima di diventare sindaco - racconta Enzo, titolare di "Archimede Sant’Eustachio" - Ha conosciuto il locale quando era senatore e dopo ci è tornato per la vicinanza a casa sua, perché si è trovato bene. Non è l’unico politico: per esempio oggi (ieri, ndr) a pranzo c’erano Romani, Alfano e Qugliarello. Anche Alemanno è venuto qui». A proposito delle critiche al sindaco dopo il suo viaggio a Filadelfia da "imbucato" al seguito del Papa, il ristoratore commenta così: «Il momento che sta attraversando è particolare. Io lo conosco da tanti anni, è una persona onesta, poi, per il suo ruolo di sindaco lo valuteranno i romani». Nelle ricevute del ristorante "Sapore di mare", invece, ricorrono gli antipasti a base di frutti di mare, tartare e carpacci di pesce, primi di spaghetti con l’aragosta o con le vongole da 22 euro a piatto, secondi di scampi e gamberi o scorfano, il tutto condito con bottiglie di Vintage Tunina, Were Dreams o Capo Martino da 80 euro l’una (anche se riceve sconti generosi, di 90 euro a pasto). «Viene qua da tanto tempo, circa una volta al mese, di solito con la moglie o con altri ospiti - spiega Giovanni, titolare del ristorante - Mi ricordo che una volta gli ho preparato gli scialatielli con la ricciola e i pomodorini. Viene a mangiare e va via, è abbastanza riservato... porello. Insomma, mica tanto porello».
Gli scontrini di Marino alla Corte dei conti
Il consigliere Onorato porterà tutte le ricevute delle spese del sindaco in procura INTERVISTA Marco Causi: "I viaggi e le cene di Ignazio? Evitiamo di essere provinciali"
