A un certo punto la domanda sorge spontanea: «Ma ci fa o c’è?» Ogni giorno le eseternazioni di Ignazio Marino assomigliano più a battute del teatro dell’assurdo che non dichiarazioni del sindaco della Capitale. Ieri mattina in Rai ospite di «Uno Mattina» ha bacchettato Papa Bergoglio: «Il Santo Padre va negli Stati Uniti, fa dei discorsi epocali e il giornalista italiano, quando sale a bordo dell'aereo, gli chiede se è stato lui a invitare Marino. Se l'avessero chiesto a me, avrei replicato che non era questo lo scopo del viaggio e della conferenza stampa». Inferocito Francesco Storace de La Destra che twitta: «Ora Marino spiega quando e come il Pontefice può rispondere alle domande dei cronisti. Un sindaco che si professa cattolico ora si professa Papa». Le dichiarazioni di Marino non sono piaciute anche ad Alfio Marchini che scrive: «Il sindaco palombaro (o forse sarebbe meglio dire pallonaro) non solo non chiede scusa per il disastro che ha combinato ma ora si permette pure di spiegare al Papa come avrebbe dovuto rispondere! Qualcuno a Palazzo Chigi lo fermi prima che finisca di coprire di ridicolo Roma e il Paese». Sulla questione interviene anche l’ex sindaco Francesco Rutelli che interviene a Radio Cusano Campus: «Non esiste una Roma laica e una Roma cattolica, ce n'è una da sempre. L'amministrazione civica deve fare la sua parte, avere un buon rapporto con il Vaticano e cercare di collaborare. Tutto il resto non serve a nulla». E poi ricorda: «Io non sono mai andato al seguito del Papa anche perchè il Santo Padre è il vescovo di Roma e spesso fa delle messe nelle chiese di periferia, in città. Andare lì è del tutto normale, l'idea che uno per incontrare il Papa debba andare oltre oceano con tutto quello che c'è da fare a Roma è obiettivamente una idea singolare. Evidentemente c'erano altre cose da fare, vedremo un giorno o l'altro i risultati». Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi-An in Campidoglio ironizza: «Siamo alle comiche, ogni dichiarazione del sindaco di Roma sembra una puntata di Zelig. Adesso vuole addirittura dare lezioni al Papa su come rispondere alla stampa internazionale. Cose da pazzi, roba che non riesce nemmeno a misurare le sue parole - come tutti sanno non gli sono mancate occasioni per dare rispostacce come accaduto ad una cittadina e ai giornalisti - ora si sostituisce al portavoce del Santo Padre. D'altronde va detto che se c'è un badante di sicuro c'è anche un "badato"» E chiosa Bordoni (FI): «Il Partito Democratico, tenendo questo soggetto sulla poltrona, sta screditando Roma in un modo irresponsabile e indegno».
«Qualcuno lo fermi! Copre di ridicolo Roma e il Paese»
A un certo punto la domanda sorge spontanea: «Ma ci fa o c’è?» Ogni giorno le eseternazioni di Ignazio Marino assomigliano più a battute del teatro dell’assurdo che non dichiarazioni del sindaco...
