Politica

No al reddito di cittadinanza Misure contro la povertà infantile

Matteo Renzi in question time fa il punto delle misure sull’economia adottate finora

«Abbiamo portato l’Italia fuori dalle sabbie mobili». Matteo Renzi in question time fa il punto delle misure sull’economia adottate finora e anticipa alcune misure della prossima legge di Stabilità. Oltre al taglio della tassa sulla prima casa e a interventi sulla sanità, nella manovra ci saranno anche dei ritocchi alle misure già presenti, come il bonus Irpef di 80 euro. «Stiamo studiando, con il ministro Padoan, un meccanismo per far figurare gli 80 euro non come contributo o sussidio ma come riduzione fiscale», spiega Renzi. Una modifica che potrebbe portare dei «lievi cambiamenti». Dopo la riduzione dell'Irap del 2015, e gli interventi sulla casa nel 2016, nel 2017 sarà la volta dell'Ires ma «già con questa stabilità indicheremo il livello di riduzione». Infine, nel 2018 si interverrà sull'Irpef. Mentre una novità assoluta sarà la misura contro la povertà, «in particolar modo infantile, perché questa è una priorità su cui spero potremo lavorare insieme». È da escludere, invece, l'introduzione di un reddito di cittadinanza: «È maturo il tempo per una misura sulla povertà» ma «il reddito di cui abbiamo bisogno non è quello di cittadinanza». «La Costituzione parla di diritto a lavoro» quindi bisogna «innanzitutto creare lavoro, cosa che il governo sta facendo». Il premier commenta i dati dell’Istat sull’aumento degli occupati ad agosto e quelli sull’incremento dei mutui per l’acquisto degli immobili. «L'Italia si sta rimettendo in moto, con buona pace dei nemici del Jobs Act e buona pace di Brunetta. La disoccupazione giovanile era al 46% quando siamo partito, ora siamo al 41%. Renzi sottolinea che le nuove regole del mercato del lavoro hanno creato 325mila nuovi posti in un anno. Le riforme, a cominciare da quelle sul lavoro, sono per il premier l'unico strumento capace di trascinare il Paese, di portarlo a crescere, in dieci anni, «più di Francia, Spagna e Germania». Il premier ha parlato, tra l'altro, del piano per la «banda ultra larga», dell'intervento «sulle imprese innovative». Dopo aver lavorato per un anno e mezzo al «salvataggio dell'industria manifatturiera italiana», ora il premier indica come passaggio successivo, «quello di definire e declinare i nuovi paradigmi dell'investimento in Italia».

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