Politica

Funerali Ingrao, la piazza intona "Bella Ciao"

Davanti a Montecitorio la cerimonia funebre dello storico esponente del Pci. In prima fila le più alte cariche dello Stato FOTO

Pugni alzati e bandiere rosse in Piazza Montecitorio all'arrivo del feretro del "compagno" Pietro Ingrao, salutato da un lungo applauso. La piccola folla riunita di fronte al palco allestito davanti all'ingresso della Camera intona "Bandiera rossa" e 'Bella ciao", cantata anche da Fausto Bertinotti, in prima fila sul palco delle autorità che ospita anche i familiari di Ingrao. In piazza sventolano bandiere di Rifondazione, che ha portato davanti a Montecitorio anche un grande striscione, "Ciao compagno Pietro". E poi bandiere palestinesi, della Filctem Cgil, perfino di Syriza. Il feretro di Ingrao, portato a spalla da assistenti parlamentari della Camera in alta uniforme viene appoggiato su una base foderata di rosso al centro della piazza, davanti al palco delle autorità. Sopra alla bara una corona di fiori e un caschetto portato da una delegazione di operai delle acciaierie di Terni, un territorio con cui Ingrao ha avuto un legame profondo. Davanti alle corone di fiori il gonfalone rosso e verde di Lenola, la città in provincia di Latina che ha dato i natali, oltre 100 anni fa, all'ex presidente della Camera.  In tribuna autorità tutte le più alte cariche: l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la moglie Clio, il premier Matteo Renzi seduto vicino al presidente del Senato Pietro Grasso, il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Alla presidente della Camera Laura Boldrini il compito di dare il primo saluto dal palco Tra il pubblico l'ex assessore della giunta Alemanno, Umberto Croppi, l'ex parlamentare Giovanni Russo Spena e moltissimi volti noti. Commovente l'intervento di Renata, figlia di Ingrao. "Lui è stato un papà speciale - ha detto emozionata - che veniva fermato per strada, che appariva in tv e sui giornali, impegnato nelle sue battaglie e nelle sue convinzioni, nelle sue passioni politiche di uomo di sinistra condivise con mia madre. Questa vita se la portava anche dentro casa, in famiglia, non è mai stato qualcosa di separato da noi, attraversava anche le nostre vite. Il suo impegno l'ha vissuto sempre nella passione per le vite degli altri".     GLI INTERVENTI   Laura Boldrini «Cento anni. Una vita intera spesa per la libertà e la democrazia nel nostro paese». Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, nel suo intervento a Piazza Montecitorio. «Con Pietro Ingrao scompare una grande personalità della politica italiana. Un uomo colto, onesto e animato da una forte passione ideale», ha aggiunto Boldrini, sottolineando poi come «lo slancio ideale di Pietro Ingrao sempre presente nella sua azione pubblica, unito alla sobrietà e al rigore nel suo stile di vita hanno insegnato a diverse generazioni che la politica può essere una cosa bella, coinvolgente, fatta per il bene comune e non per tornaconto personale. E anche questa è una eredità che dobbiamo conservare e far vivere perchè gli italiani chiedono una politica sempre più pulita, competente e al servizio del paese». In conclusione, la presidente della Camera ha ricordato come «è stato uno straordinario presidente della Camera dei deputati. Lui, uomo orgogliosamente di parte, seppe interpretare quel ruolo con grande indipendenza e imparzialità, con un impegno intelligente per difendere e rinnovare l'istituzione parlamentare. Anche per questo siamo grati a Pietro Ingrao e gli rivolgo un estremo, commosso saluto anche a nome dell'intera Camera dei deputati»     Ettore Scola Nelle piazze come davanti ai cancelli della Fiat «Pietro Ingrao era un uomo che faceva innamorare le persone». Lo ha detto il regista e sceneggiatore Ettore Scola ricordando uno dei tratti salienti della figura del leader comunista, scomparso domenica. «Ebbi il privilegio di incontrarlo spesso, di essere ospite in casa sua, di conoscere sua moglie, i figli - ha detto ancora Scola - ed ebbi il privilegio di cenare con lui quando già era presidente della Camera, in evidente disagio per la scorta che lo aspettava davanti a casa mia». «Ma soprattutto - ha proseguito il regista - ho conosciuto la sua lealtà, che lo portava sempre a interrogarsi sulle sue idee. E ho anche conosciuto la sua forza di oratore capace di far esplodere di passione politica le piazze».     Alfredo Reichlin "Questo Paese ha una storia" ma "noi non l'abbiamo custodita bene. Perché volevamo la luna o perché non l'abbiamo voluta abbastanza?". Alfredo Reichlin ha ricordato così Pietro Ingrao ai funerali solenni in piazza Montecitorio. "Della antica parola 'sinistra' - ha poi detto - si sono persi molti significati. Forse mi sbaglio, ma sento rinascere il bisogno di uomini che pensano e guardano lontano. Di uomini che sentono che il vecchio non può più, ma il nuovo non è ancora abbastanza. Ingrao ci ha detto che la politica non può ridursi a mercato a lotte di potere. Abbiamo bisogno di uomini come lui, di nuovi dubbi e nuove analisi".     Don Ciotti Pietro Ingrao "ha servito la politica invece di servirsene". Lo ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha ricordato l'ex presidente della Camera. "Era contro i dogmi, gli slogan, le semplificazioni. Più della verità - ha detto ancora - amava la ricerca della verità. lui è stato un inquieto, un eretico cioè una persona che sceglie, che si assume i rischi, che rifiuta il conformismo del quieto vivere". Per Ciotti, ancora, Ingrao "ascoltava la sua coscienza e difendeva la sua dignità di persona liberta. Lo ha fatto per tutta la vita pagando anche prezzi alti. Era innamorato dei poveri, degli ultimi e dei lavoratori".

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